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12.01.19 - 09:050

Suolo, la radice della vita

Per chi vive in città è facile dimenticarsi del suolo, un bene prezioso e dimenticato

Per chi vive in città è facile dimenticarsi del suolo. Ci camminiamo sopra, spesso lo soffochiamo con il cemento, lo avveleniamo con i pesticidi, lo sfruttiamo con le monocolture e in alcuni casi lo associamo alla “sporcizia” e al fango. Eppure, stiamo parlando di una risorsa preziosa, fragile e indispensabile, che non è rinnovabile. Basti pensare che per formare un solo centimetro di suolo fertile servono tra i cento e i mille anni. Il suolo è la fonte del 95% della produzione di cibo, immagazzina l’acqua e ci protegge dalle alluvioni, se trattato bene. Respira, brulica di vita e nei primi cinque centimetri vi si trova il 90% della biodiversità di tutto il mondo. In soli dieci grammi di terra coltivabile scopriamo un universo. Eppure diamo per scontato tutto il lavoro che fa, tutto quello che ci dà, pensiamo che basti andare in un negozio di articoli di giardinaggio per comprarne un po’. E invece: secondo recenti stime risulta che ogni mezz’ora perdiamo – per svariati motivi – 500 ettari di suolo (l’equivalente di oltre 700 campi da calcio!).

La gestione del suolo deve diventare una priorità per tutti i Paesi del mondo, visto che entro il 2050 la popolazione mondiale si aggirerà attorno ai 10 miliardi. Secondo la FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), con una gestione sostenibile del suolo si potrebbe incrementare di oltre il 50% la produzione di generi alimentari. E non parliamo solo dell’alimentazione. Un singolo ettaro di suolo sano ha la capacità di immagazzinare e filtrare acqua potabile a sufficienza per mille persone. Un servizio molto importante, se pensiamo che a causa dei cambiamenti climatici si registrano sempre più spesso periodi di siccità. Non solo: la materia organica è ricca di carbonio, e più è presente nel suolo, meno è la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera. In parole povere: se il nostro suolo è sano, non solo contribuisce a garantire l’approvvigionamento idrico e alimentare per gli esseri viventi, ma contribuisce alla lotta e all’adattamento ai cambiamenti climatici. Non sarebbe arrivato il momento di cambiare prospettiva? Guardando il suolo, pensiamo davvero allo sporco? Oppure è arrivato il momento di vedere l’immenso dono che abbiamo davanti? Che piova o meno, fate giocare i bambini nel fango. Fate sentire loro com’è tenere della terra fra le mani. Piantate dei fiori. La bellezza non è “solo” nel vedere sbucare fuori dalla terra la nostra piantina. La bellezza sta anche tutta intorno.

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