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05.12.22 - 11:23
Aggiornamento: 18:37

Vasta operazione contro la ciberpedocriminalità

Quasi un centinaio le persone fermate dalla Polizia cantonale vodese. Due quelle poste in detenzione preventiva

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Novantasei le persone fermate

Al termine di una vasta operazione, la Polizia cantonale vodese ha fermato 96 persone che avevano scaricato dal web contenuti a carattere pedofilo. Due sono poi stati posti in detenzione preventiva.

L’operazione, condotta tra gli altri dall’unità di ciberpedofilia, si è svolta tra il 1° settembre e il 31 ottobre. Mirava a lottare contro la pedopornografia su Internet, fa sapere la Polizia cantonale vodese.

In questo ambito, 27 agenti hanno dedicato un totale di 153 giorni di lavoro ed effettuato 42 perquisizioni, che hanno portato al sequestro di 311 computer, supporti di memorizzazione e altri mezzi di comunicazione.

Trattate 120 vicende

Domiciliate nel canton Vaud, le 96 persone fermate e poi interrogate, sono accusate di aver scaricato o messo a disposizione immagini o video a carattere pedopornografico. Tra queste, il 15% sono minorenni.

Complessivamente sono state trattate 120 vicende, di cui una dozzina concerneva individui risiedenti nel capoluogo cantonale. Questi casi sono stati trasmessi alla Polizia comunale di Losanna per il prosieguo delle investigazioni.

Delle 96 persone denunciate al Ministero pubblico e al tribunale dei minori, due sono poi state poste in detenzione preventiva. Una di loro è pure accusata di aver commesso abusi sessuali su una minorenne.

Collaborazione internazionale

Questa operazione di lotta contro la ciberpedofilia ha potuto essere condotta grazie in particolare a denunce effettuate dal National center for missing and exploited children con sede negli Stati Uniti. Quest’ultimo ha sviluppato un procedimento per individuare tali contenuti e denunciarli ai Paesi interessati.

In Svizzera, l’Ufficio federale di polizia (fedpol) ha ricevuto queste segnalazioni dagli Stati Uniti, le ha analizzate e ha effettuato le prime ricerche sugli utenti allo scopo di denunciarli a sua volta ai Cantoni dove sono domiciliati. Parallelamente, il Centro di competenza Cyber della Polizia cantonale ginevrina ha monitorato le reti di scambio ‘peer to peer’ e segnalato i contenuti illeciti ai Cantoni romandi per il prosieguo delle indagini.

Ogni diffusione equivale a un reato

Se in taluni casi gli utenti dei file illeciti sono consapevoli dei loro atti, gli inquirenti constatano che una parte delle denunce concerne internauti che condividono o trasmettono tali file a scopo informativo o ‘umoristico’. Ricordano che ogni diffusione di pedopornografia, qualunque sia il suo scopo, costituisce una violazione dell’articolo 197 del Codice penale svizzero.

Qualora si ricevessero file illeciti (con rappresentazione di atti sessuali con fanciulli, animali o atti di violenza tra adulti, anche se si trattasse di immagini di sintesi o disegni) la Polizia cantonale raccomanda di non ritrasmetterli.

I file in questione devono essere segnalati come inappropriati sul sito o sull’applicazione. Infine, le forze dell’ordine prevedono di notificare il caso al Centro nazionale per la cibersicurezza tramite il formulario di annuncio all’indirizzo www.report.ncsc.admin.ch/fr.

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