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05.10.22 - 17:13
Aggiornamento: 19:22

Sempre più problemi per l’approvvigionamento di farmaci

Le carenze, come precisa l’Ufsp, erano già preesistenti e non dipendono dalla guerra in Ucraina. Mancano anche centinaia di prodotti salvavita

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone

L’approvvigionamento di farmaci è sempre più problematico in Svizzera. Le ragioni sono complesse e vanno dalla mancanza di capacità di trasporto alla penuria di materie prime o a motivi economici. In caso di una nuova ondata di Covid, unita a un’ondata di influenza, alla crisi energetica e alla guerra in Ucraina, il prossimo inverno potrebbe essere difficile. Attualmente, 111 farmaci salvavita figurano nell’elenco delle interruzioni delle forniture pubblicato dall’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp). Ma questo elenco non è completo: alcuni prodotti vitali non sono soggetti all’obbligo di annuncio, ha indicato l’Ufsp a Keystone-ATS.

La situazione è particolarmente tesa per gli antinfettivi iniettabili e gli oppioidi orali a rilascio prolungato. Le carenze non sono legate alla guerra in Ucraina, esistevano già precedentemente, precisa l’Ufsp. Nel 2021, il numero di notifiche di interruzioni di fornitura di farmaci salvavita per uso umano inserite nella piattaforma ad hoc era di 137, un ordine di grandezza stabile rispetto al 2020, indica l’UFSP nel suo rapporto annuale.

Catena di approvvigionamento

I gruppi di medicinali più spesso interessati erano anche gli analgesici (29%), seguiti dagli antibiotici (25%), dagli antimicotici e dai vaccini (10% delle notifiche ciascuno). Nel 63% dei casi, le interruzioni erano legate a problemi relativi alla catena di approvvigionamento e nel 20% dei casi a un aumento improvviso dei consumi (rispetto al 32% nel 2020 e al 18% del 2019). I ritiri dal mercato rappresentavano il 18% delle interruzioni notificate. La metà di questi ritiri riguardava antibiotici. La globalizzazione e la centralizzazione della produzione di questi prodotti, in particolare dei principi attivi, giocano un ruolo importante nelle difficoltà di approvvigionamento, sottolinea l’Ufsp.

Ricorso alle riserve obbligatorie in aumento

Di fronte a un problema di penuria, la Confederazione pubblica raccomandazioni sulle possibilità di sostituzione, con farmaci generici o un altro trattamento, sul ricorso alle scorte obbligatorie, a importazioni o eventuali restrizioni di utilizzo. Le riserve sono attualmente usate per compensare la mancanza di antinfettivi e oppioidi orali. Il ricorso alle riserve obbligatorie è sempre più frequente: nel 2021 sono state rilasciate 89 autorizzazioni in tal senso, rispetto alle 71 del 2020 e alle 57 del 2019. Nel caso del Covid-19, il consumo eccessivo di sostanze attive importanti per questa malattia ha potuto nel frattempo essere coperto dalle aziende. La situazione delle forniture è attualmente la stessa rispetto a quella precedente la pandemia. Tuttavia, l’Ufsp rileva che ci sono problemi lungo catene di approvvigionamento dovuti alla Sars-Cov-2.

Catalogo di misure riesaminato

Fondamentalmente, il mercato dei farmaci è confrontato con scorte limitate, lunghi tempi di consegna e condizioni logistiche difficili. Ulteriori problemi dovuti a ridotte capacità di produzione all’estero e in Svizzera, in particolare a causa della carenza di gas e di energia in generale, potrebbero aumentare le difficoltà di approvvigionamento. Di fronte a questa situazione, l’Ufsp e l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (Ufae) in febbraio hanno ricevuto dal Consiglio federale il mandato di riesaminare l’attuale catalogo di misure per garantire la sicurezza delle forniture.

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