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04.10.22 - 15:23
Aggiornamento: 15:46

Negli impianti di risalita... saliranno anche i prezzi

Previsti aumenti ‘moderati’. Resta anche la sfida del reclutamento del personale

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone

Dopo una stagione estiva di successo gli operatori degli impianti di risalita elvetici si apprestano ad affrontare un inverno difficile, fra costi energetici, penuria di personale e impatto del franco forte. Per i clienti sono in vista aumenti di prezzo che vengono definiti "moderati". Stando a quanto indicato all’agenzia Awp dall’associazione di categoria Funivie Svizzere, che ha fatto un sondaggio fra i suoi membri, alcuni comprensori sciistici manterranno le tariffe stabili, altri calcoleranno un aumento inferiore al 3% e solo pochi pensano a un ritocco superiore al 5%. Il tutto in un quadro che vede l’inflazione come noto attestarsi in Svizzera a circa il 3%.

Questa valutazione è confermata anche da alcune delle destinazioni più grandi. Flims-Laax-Falera (Gr), Engelberg (Ow) e Zermatt (Vs) non parlano di supplementi generalizzati; i prezzi delle giornaliere rimarranno flessibili. Ad Arosa-Lenzerheide (Gr), la struttura tariffaria esatta è ancora in sospeso: se caso vi sarà solo un adeguamento moderato. Il fatto che molte località rinuncino a un "sovrapprezzo energia" è anche merito delle precauzioni prese in passato: il Gruppo Weisse Arena (Flims), ad esempio, ha acquistato l’elettricità fino al 2024 "molto tempo fa". Anche Zermatt, Engelberg e Arosa-Lenzerheide sono coperti, almeno per la prossima stagione. Più difficili da valutare sono gli effetti di un’eventuale carenza di elettricità. Secondo Funivie Svizzere il fabbisogno totale degli impianti di montagna è di circa 183 GWh all’anno, che corrisponde a una quota di poco inferiore allo 0,3% dell’elettricità prodotta in Svizzera. Il dato include il consumo delle attrezzature per l’innevamento e dei ristoranti.

Anche il reclutamento del personale e dei lavoratori stagionali rimane al momento una sfida importante. "La ricerca è diventata più difficile in tutti i settori", confermano ad esempio i responsabili di Flims-Laax-Falera. Poiché i prezzi degli immobili nelle stazioni sciistiche sono aumentati notevolmente negli ultimi anni, anche la sistemazione del personale è un punto critico. Soprattutto nelle destinazioni di alta gamma come Zermatt gli alloggi adatti scarseggiano. Arosa è invece avvantaggiata in questo senso, poiché le società di gestione degli impianti di risalita dispongono di alloggi per il personale.

In secondo piano, almeno finora, figura la forza del franco, che era ancora la questione dominante quando il tasso di cambio minimo dell’euro era stato abolito nel 2015. "In qualche modo abbiamo imparato a gestire la situazione", afferma Philipp Holenstein, Ceo di Arosa Bergbahnen. In molti luoghi sono stati sviluppati modelli di prezzo flessibili. Inoltre la differenza tariffaria non è più così significativa come in passato, a causa della maggiore inflazione nell’Eurozona.

Fino all’apertura della stagione gli operatori hanno quindi ancora tempo per adattarsi ai numerosi fattori imponderabili e per elaborare soluzioni su misura. Nell’ottica odierna non è comunque ancora possibile parlare di una stagione sciistica "normale" dopo due anni di pandemia, si fa notare nel settore.

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