laRegione
21.09.22 - 12:53
Aggiornamento: 14:17

Il Nazionale vuole sostenere famiglie e pensionati

Rendite Avs subito adeguate al rincaro, più soldi per i sussidi ai premi di cassa malati: Ps e Centro fanno breccia alla Camera del popolo.

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Keystone
Il ministro delle Finanze Ueli Maurer dovrebbe trovare maggior ascolto lunedì al Consiglio degli Stati

Compensazione totale del rincaro per i pensionati; più soldi da Berna ai Cantoni per la riduzione individuale dei premi di cassa malati. Sono queste le due misure (sostenute reciprocamente da sinistra e Alleanza del Centro) che una risicata maggioranza del Consiglio nazionale vuole siano attuate in tempi brevi per consentire alle persone e alle famiglie meno abbienti di far fronte all’aumento dei prezzi. Bocciate, per contro, le proposte provenienti dai ranghi dell’Udc che chiedevano di ridurre le tasse. Dopo quello andato in scena mercoledì, il secondo atto del dibattito urgente sul ‘potere d’acquisto’ si terrà lunedì al Consiglio degli Stati. ‘laRegione’ ha fatto il punto.

Qual è la situazione?

Anche in Svizzera famiglie e aziende vivono tempi difficili, finanziariamente parlando. I prezzi dell’elettricità aumenteranno del 27% in media il prossimo anno. In alcune regioni molto di più. Benzina, nafta e gas hanno subito un netto rincaro quest’anno. Per i premi di cassa malati 2023 si prospetta un incremento fino al 10%. Nella Confederazione l’inflazione non galoppa come altrove (eurozona: 9,1%; Stati Uniti: 8,3%), ma in agosto ha raggiunto il 3,5%: a un livello simile non la si vedeva da quasi trent’anni. L’Unione sindacale svizzera calcola che una famiglia di quattro persone dovrà sborsare in media 5mila franchi in più nel 2023.

Perché il Parlamento si è occupato della questione?

Perché sin qui il Consiglio federale non ha adottato alcuna misura per sostenere le famiglie e le aziende. A fine agosto ha fatto sapere di non vederne la necessità. E ancora la scorsa settimana, durante un dibattito al Consiglio degli Stati, il ministro delle Finanze Ueli Maurer ha detto chiaramente che «non ci sono soldi per tutti». A riempire il vuoto ci hanno pensato in particolare le organizzazioni economiche e i partiti. Già in estate, i presidenti del Ps (Mattea Meyer e Cédric Wermuth) e dell’Alleanza del Centro (Gerhard Pfister) hanno chiesto una sessione straordinaria delle Camere per discutere delle conseguenze economiche dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Il dibattito urgente sul potere d’acquisto si è svolto mercoledì mattina al Consiglio nazionale. Lunedì prossimo si replica al Consiglio degli Stati.

Di cosa si è parlato?

Di tutto un po’. Sui banchi c’erano otto mozioni: una ciascuna di Centro e Ps, cinque dell’Udc e una dei Verdi. Le proposte erano di diverso tipo:

  • Adeguare le rendite al rincaro (Centro) Le rendite Avs ordinarie (Avs, Ai, Pc, rendite transitorie per disoccupati anziani) devono essere adeguate completamente al rincaro a partire dal primo gennaio 2023, ha insistito Christian Lohn (Centro/Lu). La sinistra ha appoggiato la richiesta. L’Udc non era d’accordo. La controproposta di Alfred Heer (Udc/Zh): adeguare le rendite Avs in base al cosiddetto ‘indice misto’ (corrisponde alla media dell’indice dei salari e dei prezzi), come il Consiglio federale ha sempre fatto sin qui, di norma ogni due anni.
  • Aumentare i sussidi per pagare i premi di cassa malati (Ps) I socialisti – a loro volta sostenuti dai colleghi del Centro – vogliono sgravare le famiglie con redditi modesti dall’onere crescente dei premi di cassa malati. Con una risoluzione urgente, chiedono che il contributo della Confederazione alla riduzione dei premi venga aumentato del 30%. Franziska Ryser (Verdi/Sg), invece, ha proposto un’indennità temporanea contro il caro energia nell’ambito dell’attuale sistema di riduzione dei premi, così da sgravare in modo mirato i nuclei familiari con un reddito modesto.
  • Ridurre le tasse L’Udc si è presentata con una lunga lista di proposte per ridurre le tasse. Benjamin Giezendanner (Udc/Ag) ha chiesto di diminuire temporaneamente le tasse sulla benzina e il diesel al ceto medio e alle piccole e medie imprese. Il collega friburghese Pierre-André Page ha domandato di rinunciare all’imposta sugli oli minerali. Entrambe queste mozioni sono state nettamente respinte. Thomas de Courten ha proposto la deducibilità totale dei premi di cassa malati dalle imposte. Thomas Matter si è espresso a favore dell’abolizione del valore locativo per i pensionati.

Cos’è stato deciso?

Il Nazionale vuole che l’anno prossimo le rendite dei pensionati siano completamente adeguate al rincaro (mozione del Centro accolta per 99 voti a 92 e un astenuto). Inoltre, il Governo federale deve aumentare del 30% il suo contributo alla riduzione dei premi di cassa malati (mozione del gruppo Ps accolta con 97 voti a 95 e due astensioni). Tutte le altre mozioni sono state nettamente bocciate.

Come si è svolto il dibattito?

Secondo un classico schema destra contro sinistra, con Plr e Verdi liberali – sulla linea del Consiglio federale – rimasti più che altro a guardare. L’Udc ha rinfacciato al campo rosso-verde di voler mandare in malora il paese chiedendo sempre nuove uscite, specie per la transizione energetica, penalizzando la popolazione con nuovi balzelli che si aggiungono a premi malattia in crescita e al rincaro di carburanti e beni di prima necessità, per non parlare delle uscite per l’aiuto allo sviluppo o la presa a carico dei rifugiati ucraini. La sinistra ha dal canto suo rinfacciato ai democentristi di voler ‘affamare’ lo Stato, favorendo con le sue proposte soprattutto i ceti più abbienti. Non sono mancate le critiche al Consiglio federale. Il presidente del Centro Gerhard Pfister non gliel’ha mandata a dire: «Se il Governo del Paese più ricco non ha la volontà di aiutare i poveri, questa è una prova della sua incapacità. Se adesso non fa nulla, mette in pericolo il ceto medio». E ancora: «Il governo non dovrebbe agire solo per sostenere le grandi aziende [vedi caso Axpo, ndr], ma anche le famiglie: non fare nulla ora non è un’opzione».

Cos’ha detto il Consiglio federale?

Ha mostrato il pollice verso a tutte le mozioni. Ueli Maurer ha fatto notare che il dibattito – durato poco più di un’ora e mezza – è intriso di politica partitica: molti avrebbero già un occhio rivolto alle elezioni federali dell’autunno 2023. Detto questo, il Governo «semplicemente non ha i soldi» per attuare le misure richieste. E comunque queste non potrebbero essere attuate rapidamente. Un’altra legge urgente è fuori discussione, ha sottolineato il consigliere federale democentrista. Il Consiglio federale adeguerà le pensioni il 1° gennaio, come previsto dalla legge, ha dichiarato il ministro della Sanità Alain Berset. Tuttavia, l’adeguamento non coprirà completamente il rincaro. Sia lui che Maurer hanno però assicurato che il Consiglio federale osserva attentamente l’evolversi della situazione: se sarà necessario agire, si agirà.

Cosa succede adesso?

Le sei mozioni respinte dalla Camera del popolo sono archiviate. Le due ‘sopravvissute’ al dibattito odierno verranno trattate lunedì dal Consiglio degli Stati, in occasione della seconda sessione straordinaria del Parlamento dedicata al tema. Visti i diversi rapporti di forza, è probabile che anch’esse vengano respinte. Non finirà qui, comunque. Già la scorsa primavera il Governo aveva incaricato un gruppo di lavoro interdipartimentale di analizzare la situazione. Inizialmente focalizzato sull’inflazione, il mandato del gruppo in seguito è stato esteso, in particolare all’elettricità. «Analizzeremo tutte le misure possibili e immaginabili senza tabù», ha dichiarato domenica il ministro dell’Economia Guy Parmelin in un’intervista alla Rts. I relativi rapporti sono attesi in ottobre, dopodiché il Consiglio federale deciderà il da farsi.

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