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14.09.22 - 14:19
Aggiornamento: 18:08

Un tetto ai salari dei vertici delle casse malati

250mila franchi per i membri della direzione, 50mila per quelli del Cda. Il Consiglio nazionale approva una mozione della sua commissione

Ats, a cura di Red.Svizzera
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Keystone
La politica dice la sua

Forti aumenti in busta paga nei piani alti degli assicuratori malattia: negli ultimi cinque anni i compensi di molti presidenti della direzione hanno preso l’ascensore, emerge da un’analisi realizzata da ‘Saldo’. Della questione s’è occupato oggi il Consiglio nazionale, stabilendo che bisogna fissare un tetto massimo per i salari dei membri della direzione e dei Consigli di amministrazione delle casse malati.

La proposta viene dalla sua Commissione della sicurezza sociale e della sanità. La relativa mozione è stata adottata stamane per 113 voti a 74.

‘Compiti pubblici’

La remunerazione, inclusi il secondo pilastro e le prestazioni accessorie, di chi siede nella direzione delle casse malati non deve superare i 250’000 franchi all’anno, ha spiegato la relatrice Céline Amaudruz (UDC/GE). Quella dei membri del Consiglio d’amministrazione invece va limitata a un massimo di 50’000 franchi annui.

Lavorando nell’ambito dell’assicurazione malattie obbligatoria, questi quadri svolgono compiti pubblici che non giustificano stipendi nettamente più alti dei funzionari, ha aggiunto Flavia Wasserfallen (PS/BE). Ciò è ancora più scioccante in vista dell’aumento dei premi che investirà le economie domestiche, ha fatto notare la deputata bernese.

Una novità assoluta

Dei contrari si è fatto portavoce Andri Silberschmidt (PLR/ZH), secondo cui non vi è alcuna correlazione fra il rialzo dei premi e i salari dei dirigenti. Per il liberale radicale, ci sarebbe più potenziale di risparmio altrove. D’accordo il consigliere federale Alain Berset, stando al quale fissare gli stipendi è una libertà che deve spettare alle varie società. Il ministro friburghese ha inoltre evidenziato come si tratterebbe di una novità assoluta nel panorama delle assicurazioni sociali.

Toccherà ora al Consiglio degli Stati esprimersi sulla questione.

Compensi da nababbo

A pochi giorni dalla comunicazione dei premi 2023, attesi in sensibile aumento, nel numero oggi in edicola il periodico per i consumatori ‘Saldo’ torna a puntare i riflettori sul tema delle retribuzioni dei manager delle casse. Vengono posti a confronto i compensi (stipendi e contributi dei datori di lavoro al secondo pilastro) ricevuti nel 2017 e nel 2021, l’ultimo anno per cui sono disponibili i dati.

Il più pagato del ramo appare essere il Ceo di Sanitas Andreas Schönenberger: ha assunto la carica nel 2019 e quell’anno ha incassato 731’000 franchi, ma due anni dopo la remunerazione è lievitata a 955’000 franchi (+224’000). La cifra rappresenta oltre il doppio di quanto ricevuto dal suo predecessore nel 2017, cioè 469’000 franchi. Per arrivare allo stesso livello un salariato svizzero medio deve lavorare 12 anni, mentre a un ticinese servono 14 anni per essere alla pari.

Da capogiro è anche l’incremento della retribuzione del Ceo di Groupe Mutuel: era di 497’000 franchi, è salita a 781’000 franchi, soldi che vanno a Thomas Boyer. Fra Schönenberger e Boyer al secondo posto sul podio dei numeri uno maggiormente pagati si inserisce Philomena Colatrella di CSS: il più grande operatore del settore, che si appresta a dire addio alle casse a prezzo vantaggioso per lasciare in vita un’unica entità, onora la manager con 798’000 franchi, 53’000 in più di cinque anni prima.

Il Ceo di Assura guadagna 767’000 franchi (+19’000), quello di Swica 690’000 (+70’000) e il collega di Helsana 647’000 (-40’000). Seguono i presidenti della direzione di KPT (586’000), Visana (563’000), Concordia (523’000) e Sympany (483’000), tutti con paghe ampiamente superiori – a titolo d’esempio – rispetto a quelle di un consigliere federale.

Sempre stando all’inchiesta di Saldo, molti di questi dirigenti saranno peraltro toccati meno dello svizzero comune dagli annunciati aumenti dei premi: CSS, Groupe Mutuel, Helsana, Swica, Visana e Concordia accordano infatti ai loro dipendenti e alle loro famiglie sino al 50% di sconto sull’assicurazione di base e complementare. Sanitas non concede invece ribassi per familiari, mentre Sympany e KPT prevedono sconti solo per le complementari.

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