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energia e ambiente
08.09.22 - 21:37
Aggiornamento: 21:55

Quasi uno svizzero su due attivo nella lotta al clima

Secondo un sondaggio di Sotomo il settore nel quale è più difficile rinunciare ai comfort in nome della protezione ambientale è quello della mobilità

Ats, a cura di Red.Svizzera
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La Terra grida aiuto! (Keystone)

L’idea di dover fare a meno di alcune comodità non sempre rende facile vivere in maniera rispettosa del clima, ma quasi uno svizzero su due afferma di riuscirci. Lo rivela un sondaggio di Sotomo, secondo cui il settore nel quale è più difficile rinunciare ai comfort in nome della protezione ambientale è quello della mobilità.

Stando all’inchiesta pubblicata oggi e commissionata dal fornitore di elettricità bernese Bkw, il 44% delle quasi 3’000 persone interrogate nella Svizzera tedesca e in Romandia ritiene che la propria esistenza sia molto o piuttosto rispettosa del clima. Il 48% dichiara poi di pensare a questo aspetto nelle azioni e decisioni quotidiane.

Per quanto riguarda gli ambiti in cui gli svizzeri si dicono disposti a fare concessioni pensando al cambiamento climatico, spicca in negativo quello della mobilità quotidiana: solo il 28% rivela di aver già rinunciato a qualcosa, mentre per il 40% è difficile che ciò avverrà. A titolo di paragone, nel settore viaggi e vacanze la prima percentuale sale al 51% e la seconda scende al 31%, in quello dell’alimentazione al 40% e al 30%.

In alcuni settori, la mancanza di potere decisionale ostacola i comportamenti pro ambiente. Ad esempio, gli inquilini, che rappresentano quasi due terzi della popolazione, dicono di avere le mani legate in molti aspetti. Gran parte degli intervistati vorrebbe che i proprietari fossero obbligati ad agire per rendere le abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico. Tuttavia, il 33% non vorrebbe spese supplementari, mentre il 47% è favorevole incondizionatamente.

Quanto ai proprietari, il 75% afferma di aver già realizzato almeno un investimento orientato a una migliore efficienza energetica, oppure prevede di farlo in un futuro prossimo. Globalmente sembra esserci accordo unanime sugli obiettivi da perseguire in un contesto di penuria, anche perché molti di questi consentirebbero di prendere due piccioni con una fava, dato che andrebbero anche ad attutire l’impatto sul cambiamento climatico.

Per esempio, nei limiti del possibile, l’energia andrebbe prodotta localmente, da fonti rinnovabili e con conseguenze minime sulla natura. La maggior parte delle persone vorrebbe invece un deciso accantonamento del nucleare. In generale, tre quarti degli interrogati pensa comunque che la transizione energetica stia avvenendo troppo lentamente.

Tra le fonti rinnovabili, oltre all’idroelettrico, gli svizzeri privilegiano il solare. La maggioranza è favorevole ad accogliere impianti fotovoltaici nei paraggi. Alla voce sviluppi tecnologici, tra le tante opzioni disponibili quella più gradita appare essere l’installazione di un sistema di illuminazione pubblica intelligente.

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