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07.09.22 - 15:15
Aggiornamento: 16:39

Quando il ‘soffitto di cristallo’ vale il 43% in meno

Pensioni basse, ore non pagate e stipendi inferiori. Il primo rapporto svizzero sul divario retributivo di genere mostra le donne in netto svantaggio

Ats, a cura di Red.Web
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Le donne in Svizzera, durante tutta la loro vita attiva, guadagnano in media il 43,2% in meno rispetto agli uomini. Il dato emerge dal rapporto sul divario retributivo di genere complessivo, approvato oggi dal Consiglio federale. È la prima volta che questo indicatore viene calcolato in Svizzera.

"Le fonti di dati ora disponibili consentono di presentare in modo diversificato le differenze di reddito tra donne e uomini in base al genere", precisa il rapporto, stilato a seguito di un postulato della socialista basilese Samira Marti. Il divario retributivo di genere complessivo (in inglese gender overall earnings gap, Goeg), viene calcolato da Eurostat già da diversi anni, e ora anche l’Ufficio federale di Statistica ha elaborato un metodo per questo indicatore.

Divario di genere globale

Nel 2018 il Goeg – cioè la differenza di reddito per tutte le ore lavorate tra i 15 e i 64 anni – era pari al 43,2%. Questo divario aumenta progressivamente con l’età: le ragazze fra i 15 e i 24 anni hanno una retribuzione del 7,9% inferiore ai coetanei maschi, mentre per le donne fra i 55 e i 64 anni la differenza sale al 53,5% (25-34 anni: 27,3%; 35-44 anni: 48,4%; 45-54 anni: 50,8%; 55-64 anni: 53,5%).

La componente principale di questo divario di genere è la differenza di ore di lavoro mensili, che da sola rappresenta 21,5 punti percentuali del 43,2% totale. Le retribuzioni orarie più basse delle donne contribuiscono alla differenza globale con 13,3 punti percentuali e il tasso di occupazione più basso con 8,4 punti percentuali.

Differenza salariale del 19 per cento

Per quanto riguarda unicamente le differenze salariali, nel 2018 le donne in Svizzera hanno guadagnato in media il 19% in meno rispetto agli uomini. Tenendo conto unicamente dell’economia privata la differenza era del 19,6%, con notevoli disparità a seconda del settore: 8,1% nei servizi di alloggio e ristorazione, 17,7% nel commercio al dettaglio, 21,7% nell’industria dei macchinari e 33,4% nel settore finanziario e assicurativo. Nel settore pubblico lo scarto è più basso: 18,1 per cento.

La parte della differenza che non può essere ricondotta a fattori strutturali (età, istruzione, anni di servizio, posizione all’interno dell’azienda e settore di attività) è del 44% (44,3% nel privato, 37,2% nel pubblico).

In pensione con il 34,6% in meno

Una volta in pensione le donne hanno rendite complessive del 34,6% inferiori rispetto agli uomini, pari a 18’924 franchi in meno in media. Su questo fronte la situazione è praticamente invariata dal 2014.

Le differenze sono particolarmente marcate nel secondo pilastro: solo il 49,7% delle donne riceve una rendita da una cassa pensione contro il 70,6% degli uomini. E quando la ricevono è del 47,3% inferiore rispetto a quella degli uomini.

L’importo delle rendite Avs differisce invece di poco tra i due sessi: il Primo pilastro è leggermente superiore per le donne vista l’alta percentuale di vedove che ricevono una pensione più elevata, spiegano gli autori del rapporto.

Il divario pensionistico di genere più pronunciato è quello delle coppie sposate, anche perché di solito costituiscono un’unità economica e mettono in comune i loro redditi. Anche tra le persone divorziate e quelle vedove si osserva un divario pensionistico di genere a favore degli uomini. Per nubili e celibi, invece, non è possibile individuare alcuna differenza.

Lavoro non remunerato

"Il lavoro non retribuito è un altro tassello del puzzle del divario di reddito tra i sessi", precisa gli autori del rapporto. C’è stato un leggero aumento dal 2010 della quantità di tempo dedicata ai compiti domestici e familiari dagli uomini, ma lo squilibrio nella ripartizione tra donne e uomini rimane.

Il valore monetario di tutto il lavoro non retribuito svolto nel 2016 è stimato in circa 315 miliardi di franchi svizzeri. Il lavoro domestico è di gran lunga la principale voce e rappresenta circa 223 miliardi di franchi. Il lavoro familiare è stimato in circa 79 miliardi di franchi, quello volontario in circa 13 miliardi di franchi. Il contributo delle donne ammonta a quasi due terzi del valore complessivo (61%) e non è cambiato dal 2010.

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