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31.08.22 - 08:24
Aggiornamento: 18:29

Riforma Avs, favorevoli sempre davanti. Ma cala il consenso

A meno di un mese dalla votazione si riduce lo scarto tra sostenitori e oppositori. Non convince invece l’abolizione dell’imposta preventiva

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Il 25 settembre l’ora della verità

Lo scarto fra sostenitori e oppositori della riforma dell’Avs si sta riducendo. È quanto evidenzia il secondo sondaggio di Tamedia e 20 Minuten sulle votazioni del 25 settembre, secondo cui comunque il sì resta in vantaggio. Per quanto riguarda gli altri temi su cui il popolo dovrà esprimersi, l’abolizione parziale dell’imposta preventiva continua a non convincere, mentre l’esito dell’iniziativa sull’allevamento intensivo appare incerto, con i no però in avanzata.

L’elemento dominante nella formazione dell’opinione sulla riforma dell’Avs è l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne da 64 a 65 anni, contenuto nella modifica della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti. Dal primo sondaggio risalente al 10 agosto il tasso di approvazione è sceso di un punto percentuale al 52% e allo stesso tempo i contrari sono saliti di quattro punti al 47%, si legge nella nuova indagine pubblicata oggi.

Chiaro il divario fra sessi: il 63% delle donne respinge la revisione, il 70% degli uomini la sostiene. A livello regionale, a dire di no sono Romandia (59%) e Ticino (57%), a cui si contrappone la Svizzera tedesca (57% di sì). Globalmente i più scettici sono l’elettorato del campo rosso-verde, chi ha fra 50 e 64 anni e gli abitanti dei centri urbani.

Per quel che concerne la seconda parte della riforma, ovvero il finanziamento supplementare dell’Avs mediante l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto (entrambi gli oggetti devono superare lo scoglio delle urne per considerare riuscita la revisione), i sì hanno lasciato per strada quattro punti, stabilendosi al 54%. Trend inverso per i no, ora saliti di cinque punti al 43%.

Lo schieramento degli oppositori rimane chiaramente in vantaggio riguardo l’abolizione parziale dell’imposta preventiva, malgrado un leggero calo al 49%. I fautori della modifica della relativa legge federale restano quindi distanti nonostante siano ora al 34%. Parecchi aventi diritto sono inoltre ancora indecisi (17%).

Politicamente parlando, appoggio arriva solo da chi vota Plr. Propendono più per il sì gli uomini e gli over 65, per il no i romandi e chi vive in città.

Infine, il quarto e ultimo oggetto in votazione, ossia l’iniziativa contro l’allevamento intensivo raccoglie il 48% di pareri favorevoli e il 49% di contrari. Questi ultimi sembrano avere il vento in poppa, avendo guadagnato sei punti percentuali in poco meno di un mese.

Una differenza fra sessi si osserva anche in questo caso, con le donne convinte (56% di sì) e gli uomini scettici (59% di no). Ad appoggiare il testo sono la sinistra, i Verdi liberali e gli abitanti delle città.

Il sondaggio è stato realizzato il 24 e 25 agosto dall’istituto Leewas su mandato di Tamedia e 20 Minuten. L’indagine ha coinvolto in totale 15’718 persone: 9762 svizzeri tedeschi, 5521 romandi e 435 ticinesi. Il margine di errore è di +/- 1,3 punti percentuali.

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