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28.08.22 - 13:08
Aggiornamento: 15:22

Energia nucleare: presto l’iniziativa ‘Stop ai blackout’

Il comitato, composto da politici borghesi ed economisti, vuole revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari in Svizzera

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone

Un comitato di politici borghesi e del mondo economico si appresta a lanciare un’iniziativa popolare per revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari in Svizzera. La raccolta delle firme inizierà la settimana prossima.

Il testo sarà pubblicato sul Foglio federale martedì, ha indicato a Keystone-Ats Vanessa Meury, presidente del comitato d’iniziativa, in riferimento a un’informazione pubblicata oggi da SonntagsZeitung e Le Matin Dimanche. Le centrali nucleari sono indispensabili per la sicurezza dell’approvvigionamento e proteggono il clima e l’ambiente, dice ai domenicali la 25enne solettese.

In tempi in cui il rischio di penuria si fa sempre più serio, i promotori vogliono rendere la Confederazione più responsabile in materia di fornitura di energia elettrica. Berna in futuro dovrebbe inoltre partecipare alla costruzione di nuove centrali elettriche, comprese quelle nucleari.

Confederazione sia più attiva

"Se dovesse essere necessario garantire l’approvvigionamento in caso di carenza di energia, la Confederazione deve essere in grado di costruire autonomamente le centrali elettriche", spiega alla SonntagsZeitung Marcel Dobler, consigliere nazionale (Plr/Sg) e membro del comitato direttivo di economiesuisse (che rappresenta decine di migliaia di imprese, tra cui le più grandi multinazionali) nonché del comitato d’iniziativa.

L’iniziativa, che nella sua forma succinta si intitola Stop ai blackout (secondo una traduzione libera dei testi tedesco e francese Blackout stoppen/Stop au black-out), indica che "qualsiasi forma di produzione di energia elettrica rispettosa del clima è consentita".

La strategia energetica della Svizzera, che si affida alle importazioni in inverno, è un fallimento, afferma Meury, che è presidente del Club Energia Svizzera, un’associazione fondata alcuni anni fa che si batte per un approvvigionamento elettrico sicuro. È anche a capo della sezione solettese dei Giovani Udc.

Udc e Plr si sono già profilati

Meury sottolinea che il comitato non rappresenta solo la lobby nucleare. "Ci preoccupiamo del quadro generale. Abbiamo bisogno di un buon mix di energia elettrica che includa le fonti rinnovabili e le centrali nucleari. Solo così avremo elettricità sufficiente in futuro". In Svizzera la legge impedisce la costruzione di nuove centrali nucleari dal 2017, dopo una votazione popolare.

Non sorprende che l’iniziativa giunga ora. Negli ultimi mesi, il movimento a favore del nucleare è tornato a crescere. Un anno fa, l’Udc ha annunciato di voler rilanciare l’energia nucleare. A febbraio, dopo un acceso dibattito interno, il Plr ha adottato una risoluzione per non chiudere la porta a questa fonte di energia.

I contrari: ‘Fumo negli occhi’

L’annuncio del lancio dell’iniziativa ha già fatto trasalire numerosi oppositori. Alla luce del potenziale delle energie rinnovabili, "non c’è bisogno di nuove centrali nucleari non finanziabili che nessuno vuole costruire", si legge in un comunicato di un’alleanza interpartitica di parlamentari, firmata tra gli altri dal consigliere agli Stati Ruedi Noser (Plr/Zh), dal consigliere nazionale e presidente dell’Alleanza del Centro Gerhard Pfister (Zg) e dal suo collega alla Camera del popolo e presidente dei Verdi liberali Jürg Grossen (Be).

L’energia nucleare è un "fattore di rischio centrale", critica la Fondazione svizzera per l’energia (Ses) in un comunicato. La nuova iniziativa è distruttiva e non offre soluzioni praticabili per le sfide future.

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