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26.08.22 - 16:17

Una certificazione antimafia negli appalti pubblici

Tramite un postulato depositato dal parlamentare ticinese Marco Romano, il Consiglio federale valuta l’introduzione del documento per la Svizzera

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Ti-Press

In Italia – attualmente – società, imprese e consorzi devono produrre e consegnare la certificazione antimafia per poter partecipare ad appalti pubblici o fornire servizi alle pubbliche amministrazioni. Anche in Svizzera si sta pensando d’introdurre un documento analogo. A renderlo noto lo stesso Consiglio federale che, rispondendo all’atto parlamentare del consigliere nazionale Marco Romano, si dice favorevole all’introduzione di una certificazione antimafia come misura per la lotta contro la corruzione negli appalti pubblici.

La proposta, in breve, chiede la modifica del quadro legislativo per far sì che "la Confederazione e le aziende da essa detenute possano chiedere nell’ambito di commesse pubbliche la presentazione del certificato antimafia italiano sia alle aziende partecipanti sia a quelle beneficiarie di subappalti che hanno la sede principale (casa madre) in Italia".

Il Governo si dice ben consapevole dei pericoli che le organizzazioni criminali e il crimine organizzato comportano anche nel settore degli appalti pubblici e ribadisce che chi ha fatto ricorso a pratiche corruttive o ha sottoscritto accordi illeciti in materia di concorrenza non deve essere ammesso alla procedura di aggiudicazione di una commessa pubblica.

Il Consiglio federale dice quindi sì alla proposta ma, prima che questa diventi effettiva, bisognerà aspettare la risposta (positiva) del Consiglio nazionale.

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