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17.08.22 - 17:24
Aggiornamento: 18:05

‘Per la tutela del clima necessaria un’altra fiscalità’

Lo dice Gioventù socialista, che lancia l’‘Iniziativa per il futuro’. Osteggiata dai Giovani liberali: ‘Attacco frontale al modello svizzero’

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Agire ora per cambiare il futuro

La Gioventù socialista (Giso) oggi ha ufficialmente lanciato l‘’Iniziativa per il futuro’, che chiede una tutela del clima socialmente equa, finanziata con una tassa di successione sulle grandi eredità. I Giovani liberali radicali (Glrs) hanno subito annunciato che combatteranno con veemenza tale progetto, considerato "un attacco frontale al modello svizzero di successo".

La nuova iniziativa della Giso – che da ieri può raccogliere le 100’000 firme necessarie – prevede un’imposta di successione e sulle donazioni del 50% per patrimoni superiori a 50 milioni di franchi. Secondo le sue stime, la tassa riguarderebbe circa 2’000 persone in Svizzera e genererebbe in media entrate per sei miliardi di franchi all’anno. Due terzi di questo importo dovrebbero andare alla Confederazione e un terzo ai Cantoni.

Tutto questo denaro deve essere utilizzato "per combattere la crisi climatica in modo socialmente equo e per la ristrutturazione dell’economia nel suo complesso, necessaria a questo scopo", hanno sottolineato vari oratori in occasione del lancio ufficiale dell’iniziativa organizzato in un luogo simbolico: il letto pressoché prosciugato del fiume Emme, a Burgdorf (Be).

Oltre al presidente della Giso nazionale Nicola Siegrist, al vicepresidente Thomas Bruchez e alla ticinese Aida Demaria, erano presenti sul posto fra gli altri Cédric Wermuth, consigliere nazionale (Ag) e copresidente del Ps svizzero e Julia Küng, vicepresidente dei Verdi e copresidente della sezione giovanile.

L’iniziativa – denominata ‘Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo’ – propone una trasformazione ecologica dell’economia nel suo complesso. Ciò significa, ad esempio, una maggiore attenzione ai settori professionali a basse emissioni, come le professioni infermieristiche, l’edilizia sociale ed ecologica, o anche all’espansione delle energie rinnovabili locali, finanziate pubblicamente. L’obiettivo è una politica climatica "con misure che consentano a tutti di lavorare, abitare e vivere in modo ecologico".

Si vuole anche garantire che la popolazione non debba assumersi i costi della crisi climatica. "I super ricchi, con la loro corsa al profitto, stanno mettendo a rischio i nostri mezzi di sussistenza e il nostro futuro, accumulando capitali enormi. Perciò è giusto che sia messa in atto un’imposizione fiscale, garantendo che questi profitti vengano utilizzati per finanziare una politica climatica sociale", ha affermato Aida Demaria, membro del comitato della Giso Ticino.

"Nel 2050 avrò 48 anni. La crisi climatica mi accompagnerà per tutta la vita ed è urgente affrontare il problema con una nuova prospettiva. Il futuro è ora e dobbiamo iniziare oggi", ha riassunto.

Secondo Wermuth, "concretamente l’iniziativa avanza un’offerta imbattibile a tutti i partiti che si considerano eredi della tradizione liberale: utilizzare la più liberale di tutte le imposte per trasformare le infrastrutture della società in modo socialmente equo con investimenti pubblici".

Giovani Plr assolutamente contrari

Di ben altro parere i Giovani liberali radicali Svizzera (Glrs), secondo cui i loro coetanei socialisti "ancora una volta si dimostrano i predoni della nostra prosperità". L’iniziativa è "un attacco frontale al modello svizzero di successo; e un altro tentativo di prendere le armi contro le aziende familiari di questo Paese", afferma un comunicato. "Non solo vengono degradati a vacche da mungere, ma allo stesso tempo vengono diffamati come distruttori dell’ambiente", aggiunge la nota.

Secondo i Glrs, l’iniziativa deve essere respinta per due motivi in particolare. Primo: l’imposta richiesta è un’ulteriore tassazione ingiusta di un patrimonio già tassato. In secondo luogo, il patrimonio aziendale delle imprese familiari e delle altre PMI non è costituito da conti bancari, ma da macchinari e immobili. Con la nuova pressione fiscale il passaggio di un’azienda tra generazioni diventa una questione di esistenza.

Nel 2016, un’iniziativa popolare per l’introduzione di un’imposta di successione nazionale portata avanti da evangelici, socialisti, ecologisti e Unione Sindacale Svizzera è nettamente fallita alle urne. All’epoca, l’intenzione era di usare il denaro per finanziare l’Avs.

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