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12.08.22 - 16:41
Aggiornamento: 17:23

In Svizzera moria di pesci di ‘proporzioni storiche’

La federazione dei pescatori teme che un numero ancora maggiore di specie autoctone possa scomparire per sempre

Ats, a cura di Red.Svizzera
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Keystone
Corsi d’acqua sempre più inospitali

Berna – La Federazione svizzera di pesca (Fsp) ha rilevato una moria di pesci di "proporzioni storiche" a causa della calura persistente. E teme che un numero ancora maggiore di specie ittiche autoctone possa scomparire per sempre.

Sia i pescatori che i Cantoni dell’Altopiano, del Giura meridionale e della Svizzera orientale segnalano sempre più spesso prosciugamenti di corsi d’acqua e pesci morti, sottolinea un comunicato odierno della Fsp.

Temoli e trote i più colpiti

Sono particolarmente colpite dalla mortalità le specie di pesci che per sopravvivere hanno bisogno di acque fresche e più ossigenate, quali i temoli e le trote. Ma sono sempre più sotto pressione anche nasi, barbi, scazzoni, sanguinerole e cobiti.

Già oggi, tre quarti di tutte le specie ittiche autoctone sono in pericolo, minacciate di estinzione o già estinte, sottolinea la Fsp. Secondo modelli di calcolo della Confederazione, nel giro di pochi decenni non ci saranno più trote o temoli nell’Altopiano con un ulteriore aumento delle temperature globali.

Acqua dei fiumi sopra i 25 gradi

"Ci strazia il cuore vedere i pesci boccheggiare in cerca d’aria o giacere senza vita nelle pozze d’acqua prosciugate", dice il direttore generale di Fsp David Bittner, citato nel comunicato.

Già temperature dell’acqua costantemente di 20 gradi comportano uno stress per alcuni pesci. Al di sopra dei 23 gradi la situazione diventa critica e al di sopra dei 25 gradi la vita di certi "pinnati" è decisamente in pericolo. Attualmente, in molti corsi d’acqua e fiumi si registrano quotidianamente nuove temperature record, spesso ben al di sopra dei 25 gradi.

Qualità delle acque scadente

Secondo Bittner, la società e la politica devono finalmente adottare misure efficaci contro il cambiamento climatico e la crisi della biodiversità. I fiumi e i torrenti devono essere riportati più rapidamente al loro stato naturale. Solo in questo modo i pesci potranno assorbire l’impatto delle alte temperature.

Lo stato di qualità delle acque è scadente, anche se i laghi blu e le rive verdi della pubblicità turistica trasmettono un’immagine diversa, afferma il presidente dell’associazione, il consigliere agli Stati Roberto Zanetti (Ps/So).

Habitat da proteggere, prelievi da limitare

A breve termine, le autorità cantonali devono limitare i prelievi d’acqua e tutelare meglio gli habitat di rifugio dei pesci bisognosi di freddo. L’attuale legge sulla protezione delle acque deve essere attuata più rapidamente.

È poi urgente anche per migliorare la qualità di fiumi e laghi e ripristinare la libera migrazione dei pesci, in modo che possano trovare da soli zone più fresche e profonde durante i periodi di siccità. A tal fine, sono necessari alberi sulle rive per fornire ombra e refrigerio, e strutture di legno morto, come radici e ceppi, nell’acqua quali nascondiglio e rifugio per i pesci.

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