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05.08.22 - 09:31
Aggiornamento: 14:55

Pernottamenti in calo in Ticino, in aumento nel resto del Paese

Il nostro cantone nel 2002 segna un -13% nel primo semestre rispetto allo scorso anno, crescita del +29% nei Grigioni, del 47% a livello nazionale

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone

Il settore alberghiero svizzero si è presentato in sensibile ripresa nel primo semestre, sebbene rimanga ancora lontano dai livelli pre-Covid. Il Ticino per contro mostra una flessione dopo i numeri eccezionali del 2021.

Stando ai dati diffusi oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST) nel periodo gennaio-giugno 2022 nella Confederazione sono stati registrati 16,9 milioni di pernottamenti. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso si registra una progressione del 47%, ma se il confronto viene fatto con il primo semestre del 2019 pre-pandemico si osserva una flessione del 10%.

Nella prima parte di quest’anno il comparto è stato sì sostenuto dagli ospiti svizzeri (+8% a 10 milioni), ma a stimolare la domanda è stato soprattutto il ritorno in forze degli stranieri (+213% a 6,9 milioni). L’incremento generale ha interessato tutti i singoli mesi con valori notevoli, che vanno dal +71% di gennaio al +25% di aprile.

Tornando ad osservare l’intero semestre, dodici regioni su tredici presentano un incremento delle notti: l’unica eccezione è rappresentata dal Ticino (-13% a 1,1 milioni), che l’anno scorso aveva però brillato, potendo approfittare del boom della domanda indigena in tempi di coronavirus.

I Grigioni segnano +29% a 2,9 milioni, un numero superiore anche ai 2,7 milioni del corrispondente periodo del 2019. Zurigo (+156%) e Ginevra (+175%) hanno beneficiato della ripresa del turismo urbano. Progressioni sensibili vengono comunque mostrate anche da altre realtà importanti come Berna (+47%), Lucerna (+35%) e Vaud (+52%).

Guardando ai Paesi di provenienza degli ospiti, la classifica è dominata dai seguenti cinque Paesi, che presentano aumenti a tratti stratosferici, visti i numeri di base contenuti dell’anno prima: Germania (+108% a 1,6 milioni), Stati Uniti (+1’064% a 0,8 milioni), Regno Unito (+1’030% a 0,6 milioni), Francia (+70% a 0,6 milioni) e Italia (+102% a 0,3 milioni).

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