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06.08.22 - 20:45

Povertà, in Svizzera poca differenza tra campagna e città

Sono colpite principalmente donne, famiglie monoparentali e persone con un basso livello d’istruzione

Ats, a cura di Red.Web
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Contrariamente a diverse altre parti del mondo, in Svizzera la povertà è quasi equamente distribuita tra città e campagna. Tuttavia, a seconda del luogo in cui si vive, non sono gli stessi gruppi sociali ad avere difficoltà finanziarie.

È quanto risulta da uno studio della Scuola universitaria professionale bernese Bfh (Berner Fachhochschule) che ha analizzato i dati fiscali completi del Cantone per l’anno 2015 ma anche altri dati amministrativi e i risultati di sondaggi. Tutto ciò ha messo in rilievo quali sono i gruppi sociali più colpiti dalla povertà. In questo modo è stato possibile stabilire una ripartizione in base a fattori sociali come l’istruzione, la situazione familiare, l’occupazione e l’origine.

"Fino a pochi anni fa, il problema principale era l’impossibilità di collegare i numerosi dati esistenti sulla povertà", spiega in un comunicato del Fondo nazionale svizzero (Fns) Oliver Hümbelin, ricercatore in scienze sociali della Bfh. Lo studio da lui condotto è stato in grado di ovviare a questo problema rispettando la protezione dei dati.

Secondo un’analisi della Banca Mondiale, la povertà è distribuita in modo ineguale tra città e campagne: più precisamente quattro persone su cinque in tutto il mondo con un reddito inferiore alla soglia di povertà vivono in aree rurali.

Finora non era chiaro se ciò valesse anche per Paesi prosperi come la Svizzera. Dallo studio della Scuola universitaria professionale bernese è risultato che la percentuale totale di persone indigenti è leggermente più alta nelle città (7%) che nelle campagne (5%). "Ma in Svizzera non troviamo disuguaglianze evidenti come negli Stati Uniti o nei Paesi in via di sviluppo, dove la campagna è completamente dimenticata", spiega Oliver Hümbelin.

A seconda del luogo, colpiti gruppi sociali diversi

Sia in aree urbane che agricole, in Svizzera sono le donne, le famiglie monoparentali e le persone con un basso livello d’istruzione a essere particolarmente colpite dalla povertà. Nelle città ciò riguarda soprattutto i lavoratori indipendenti, coloro che si occupano di pulizie o assistenza nelle famiglie nonché persone provenienti da Paesi extraeuropei. Nelle campagne, invece, si tratta soprattutto di persone che lavorano nell’agricoltura e di pensionati.

Altre analisi hanno poi mostrato che le difficoltà finanziarie dipendono fortemente anche dalla fase della vita. Ad esempio, la famiglie con bambini piccoli si trovano spesso appena al di sotto della soglia di povertà, ma la loro situazione migliora quando i piccoli iniziano la scuola materna. Quando poi i figli diventano maggiorenni il livello di vita si allinea a quello della popolazione generale.

Hümbelin sottolinea come questi risultati indicano la strada per sviluppare misure politiche adeguate per combattere la povertà in Svizzera. Il futuro monitoraggio nazionale, per il quale il Consiglio federale sta attualmente sviluppando un piano, dovrebbe consentire di fare ancora meglio; in particolare identificando i gruppi a rischio, aggiunge il ricercatore.

La Bth aiuta fra l’altro nell’attuare un monitoraggio della povertà specifico per ogni Cantone. "Gran parte della politica di lotta alla povertà è di competenza cantonale, ma è proprio a questo livello che non sappiamo ancora molto", sottolinea il ricercatore Hümbelin, i cui lavori sono pubblicati nella rivista Local Economy.

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