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27.06.22 - 15:15
Aggiornamento: 15:53

Il Kunsthaus fa luce sulle opere d’arte rubate dai nazisti

Il neopresidente della società che gestisce il museo vuole indagini sulla Collezione Bührle. Fra i dipinti un’opera proveniente dalle isole di Brissago

Ats, a cura di Marco Narzisi
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Keystone

Passa anche dal Ticino la vicenda delle opere d’arte della Collezione Bührle su cui ora Philipp Hildebrand, nuovo presidente della società di belle arti che gestisce il Kunsthaus di Zurigo, si impegna a indagare con l’ausilio di esperti indipendenti. Il sospetto è che la collezione d’arte del fabbricante d’armi e mecenate Emil Georg Bührle (1890-1956) contenga opere rubate dai nazisti durante la Seconda Guerra mondiale. Più recentemente, con il trasferimento della collezione nella nuova ala del museo finanziata con fondi pubblici, il dibattito si è allargato anche alle opere che gli ebrei in fuga dai nazisti furono costretti a vendere.

Dall’Isola di Brissago a Zurigo

Bührle – proprietario della "Schweizerische Werkzeugmaschinenfabrik Oerlikon", poi diventata Oerlikon-Bührle – diventò l’uomo più ricco di Svizzera all’epoca grazie alla vendita di materiale bellico nel corso del conflitto – sia ai nazisti che agli Alleati – e anche successivamente. La sua fortuna gli permise di mettere insieme la raccolta, che ha poi lasciato alla fondazione. Essa si occupa di gestirla dal 1960.

Un’opera che illustra in modo esemplare l’argomento del dibattito è il "Campo di papaveri a Vétheuil" di Claude Monet. Il quadro – rubato nella spettacolare rapina del 2008 nella vecchia sede della Collezione Bührle e ritrovato a distanza di pochi giorni in un’auto abbandonata in un parcheggio – faceva parte della collezione che Max Emden (1874-1940), miliardario tedesco di origini ebree fuggito negli Anni 30 dalla Germania nazista, conservava nella villa da lui costruita sull’Isola Grande di Brissago.

Alla morte di Max Emden, nel 1940, i quadri passarono in eredità al figlio Hans Erich Emden, che a differenza del padre non ottenne la nazionalità svizzera. Hans Erich Emden emigrò nel 1941 in Cile, dove è deceduto nel 2001.

Il dipinto fu venduto per 30’000 franchi dell’epoca a un commerciante d’arte di San Gallo. Nel 1941 fu acquistato da Emil Bührle a un prezzo che secondo articoli di stampa ammontava a 36’000 franchi. Oggi il dipinto ha un valore stimato in 25 milioni di franchi.

La sfida del trovare esperti indipendenti

Hildebrand, ex direttore della Banca Nazionale Svizzera (Bns), si è presentato oggi a Zurigo davanti ai media insieme ad Ann Demeester, nuova direttrice del Kunsthaus. Entrambi vogliono che la provenienza dei dipinti della collezione Bührle sia indagata a fondo.

Il Kunsthaus ha ancora un compito importante e complesso da svolgere nella ricerca dell’origine delle opere della collezione. Trovare esperti indipendenti che svolgano questo lavoro è una grande sfida, poiché "si tratta di un campo molto ristretto", ha sottolineato Hildebrand, senza voler fissare un calendario.

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