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22.06.22 - 12:53
Aggiornamento: 15:30

Il Datec dirà la sua sul futuro dei servizi postali

Il Governo ha dato mandato al Dipartimento federale delle comunicazioni di allestire un suo rapporto sui prospettati cambiamenti

Ats, a cura di Moreno Invernizzi
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Keystone
Quale futuro per la Posta?

Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle comunicazioni (Datec) di presentare un rapporto sul futuro dei servizi postali e del traffico dei pagamenti tenendo conto delle raccomandazioni in materia emesse dagli esperti sul servizio universale lo scorso inverno.

La commissione di specialisti, presieduta dall’ex consigliera nazionale e agli Stati argoviese Christine Egerszegi (Plr), ha pubblicato il 24 febbraio il suo rapporto sul futuro del servizio universale, in cui propone di orientare il mandato attribuito alla Posta maggiormente alle esigenze di una società digitale entro il 2030.

Aveva suscitato malumori in particolare la proposta di escludere le lettere con affrancatura A dal servizio universale. Per la commissione è ipotizzabile che la consegna delle missive nei prossimi anni avvenga unicamente tramite posta B e solo tre volte a settimana.

Il sistema per ora funziona

Il Consiglio federale ha esaminato in dettaglio il rapporto degli esperti, giungendo alla conclusione che le prestazioni oggi incluse nel servizio universale coprono le attuali esigenze della popolazione e dell’economia. Allo stesso tempo, rileva che l’offerta non tiene ancora completamente conto dei rischi e delle opportunità che la digitalizzazione presenta, si legge in una nota governativa.

L’attività principale della Posta è sempre più sotto pressione a causa della digitalizzazione. Il Gigante Giallo, constata però l’esecutivo, reagisce con misure imprenditoriali nell’ambito della propria strategia. Il Consiglio federale è fiducioso del fatto che, anche nel prossimo futuro, queste misure consentiranno alla Posta di provvedere autonomamente al finanziamento delle attuali prestazioni del servizio universale.

Necessità di adeguamenti per il 2030

Nel contempo il Governo riconosce quanto rilevato dalla commissione, cioè che entro il 2030 l’attuale servizio universale nel settore dei servizi postali e del traffico dei pagamenti non sarà più in grado di soddisfare le mutate esigenze della popolazione e dell’economia e che entro tale data sarà necessario un adeguamento della Legge sulle poste. Il Consiglio federale ritiene pertanto opportuno analizzare in modo più approfondito l’impatto finanziario delle misure proposte nel rapporto nell’ambito del sistema postale complessivo nonché le conseguenze sociali ed ecologiche.

In considerazione della sempre maggiore digitalizzazione della società, la commissione di esperti suggerisce anche di valutare se sia necessario un nuovo servizio universale digitale, avente lo scopo di garantire la protezione della sfera privata e la sicurezza dei dati nel mondo digitale. Il Consiglio federale condivide queste considerazioni e intende approfondirle nell’ambito di un ulteriore mandato d’esame.

Traffico dei pagamenti più digitale

Anche nel traffico dei pagamenti le transazioni digitali stanno diventando sempre più importanti. La commissione propone quindi di estendere il servizio universale ai servizi digitali. Inoltre chiede che il mandato del servizio universale venga scorporato dalle attività postali e che venga indetta una gara d’appalto pubblica.

Per gli esperti, le transazioni in contanti devono rimanere parte del servizio universale almeno fino a quando non esisterà un mezzo di pagamento digitale con caratteristiche comparabili. Ogni persona residente in Svizzera dovrebbe inoltre continuare a poter aprire un conto con le funzioni di pagamento di base – finora è PostFinance a fornire questa servizio – e di poter pagare in contanti, aveva indicato la commissione, secondo cui tali prestazioni possono essere fornite indipendentemente dai servizi postali.

Il Consiglio federale ha deciso di valutare in quale forma la Confederazione, a lungo termine, debba assumere la propria responsabilità nel settore del traffico dei pagamenti e se il mandato del servizio universale sia ancora giustificato alla luce del forte sviluppo del panorama bancario, e se debba essere ampliato per includere i servizi digitali. Allo stesso modo, devono essere valutate le opzioni per un’eventuale gara d’appalto.

Palla nel campo del Datec

Il Consiglio federale incarica il Datec di chiarire in modo più approfondito le possibilità di un ulteriore sviluppo del servizio universale nell’ambito dei servizi postali e del traffico dei pagamenti, nonché le questioni che si pongono in merito alla necessità e alla fattibilità di un servizio universale digitale. Un rapporto con i risultati e le proposte in merito a come procedere dovrà essere presentato al Consiglio federale entro l’estate del 2023.

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