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Un momento dell’incontro
16.06.22 - 12:46
Aggiornamento: 15:40
Ats, a cura de laRegione

‘Lavorare significa fornire un contributo alla società’

Karin Keller-Sutter e Guy Parmelin incontrano a Berna le ditte che hanno assunto rifugiati ucraini

I consiglieri federali Karin Keller-Sutter e Guy Parmelin hanno incontrato oggi a Berna rappresentanti di tre aziende che hanno assunto profughi provenienti dall’Ucraina o che li preparano all’integrazione nel mercato del lavoro.

Dopo lo scoppio della guerra, in una prima fase era prioritario accogliere e dare un alloggio ai profughi, ricorda una nota del Dipartimento federale di giustizia e polizia (Dfgp). Ora le persone titolari dello statuto di protezione S devono essere integrate nella vita sociale e professionale in Svizzera.

Lavoro significa di più che indipendenza economica, ha dichiarato la Keller-Sutter: lavoro significa anche fornire un contributo alla società. Il potenziale lavorativo delle persone con statuto di protezione S rappresenta quindi un’opportunità per l’economia elvetica.

La ministra di giustizia e polizia, nel corso di una conferenza stampa, ha poi spiegato che la sfida maggiore per l’integrazione dei rifugiati – oltre all’accudimento dei figli – è la lingua: la Confederazione mette a disposizione 3’000 franchi a profugo per corsi linguistici, in modo da sgravare i Cantoni.

Per promuovere ulteriormente l’integrazione nel mercato del lavoro, la consigliera federale ha convocato le parti sociali e i Cantoni per un nuovo incontro il 23 agosto, al fine di stabilire un bilancio delle prime esperienze e identificare eventuali necessità di intervento.

Da parte sua Parmelin, capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (Defr) ha ringraziato le imprese che mettono a disposizione posti di lavoro. Oggi tre imprese sono state invitate a illustrare concretamente il modo in cui hanno integrato nel mercato del lavoro i profughi e spiegato dove servono miglioramenti.

La ditta di giardinaggio biologico Häfliger di Reitnau (Ag) ha accolto 12 persone, sette donne con cinque figli in totale. Le donne sono occupate nell’azienda di floricoltura e i figli ospitati nella fattoria sono accuditi da una pensionata ucraina. Una volta la settimana, un’insegnante si reca alla fattoria per dare lezioni facoltative di tedesco.

Da parte sua Powercoders offre un programma d’integrazione professionale nel settore dell’informatica a profughi o persone con passato migratorio. L’associazione lavora attualmente con 140 aziende partner del settore dell’informatica, tra le quali Ibm in Svizzera. Il numero di posti a disposizione in un programma che parte in settembre è stato aumentato per i profughi provenienti dall’Ucraina.

Oltre ai posti di lavoro regolari, dal 2022 Ikea offre un cosiddetto ‘Refugee Internship’. Il programma è stato raddoppiato a 22 posti in considerazione dei profughi provenienti dall’Ucraina. Ikea partecipa inoltre anche al Pti, il Programma di pretirocinio d’integrazione per rifugiati lanciato dalla Confederazione.

Dallo scoppio della guerra circa 57’000 persone hanno chiesto lo statuto di protezione S in Svizzera e circa 31’000 di loro sono in età lavorativa. I Cantoni hanno finora concesso più di 1’500 permessi di lavoro, tuttavia è probabile che il numero reale sia più alto perché l’iscrizione nelle banche dati della Confederazione avviene soltanto dopo il rilascio del permesso S, mentre il permesso di lavoro può essere rilasciato già dalla concessione dello statuto di protezione S. Tra la concessione del permesso di lavoro e l’iscrizione possono trascorrere molte settimane.

Nella ristorazione è stato rilasciato il maggior numero di permessi (306), seguono il settore della pianificazione, consulenza e informatica (226), l’agricoltura (169) e l’istruzione (152). Il Cantone di Zurigo ha rilasciato il maggior numero di permessi di lavoro (256), seguito dai Cantoni di Argovia (201), Berna (144) e Turgovia (140).

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