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25.05.22 - 13:03
Ats, a cura de laRegione

In autunno si voterà per Avs, allevamento e imposta preventiva

Quattro gli oggetti su cui la popolazione sarà chiamata a esprimersi il 25 settembre. Due concernenti la previdenza per la vecchiaia

Quattro oggetti saranno sottoposti a popolo e cantoni il 25 settembre, due dei quali legati alla riforma dell’Avs. Gli altri due sono l’iniziativa ‘sull’allevamento intensivo’ e la modifica della legge sull’imposta preventiva (Lip). Lo ha stabilito oggi il Consiglio federale.

Come già successo con il progetto Previdenza per la vecchiaia 2020, anche per la cosiddetta riforma Avs 21 il popolo è chiamato a esprimersi due volte su uno stesso oggetto. Si tratta concretamente del decreto federale sull’aumento dell’Iva, che sottostà a votazione obbligatoria, e della modifica della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (Lavs), contro la quale la sinistra e i sindacati hanno lanciato il referendum.

Il decreto sull’Iva prevede un aumento dell’imposta sul valore aggiunto di 0,4 punti percentuali. La revisione della Lavs mira invece a garantire il finanziamento del Primo pilastro fino al 2030. Per riuscirci il progetto prevede diverse misure, la più contestata è l’aumento dell’età pensionabile per le donne. Avs 21 potrà entrare in vigore unicamente se entrambi gli oggetti saranno approvati.

L’iniziativa popolare ‘No all’allevamento intensivo in Svizzera (iniziativa sull’allevamento intensivo)’ prevede un’aggiunta all’articolo 80 sulla protezione degli animali della Costituzione federale, in modo da vietare appunto l’allevamento intensivo, ossia industriale. Anche le importazioni sarebbero sottoposte agli stessi criteri.

Governo e parlamento raccomandano di bocciare il testo poiché procurerebbe uno svantaggio concorrenziale per l’agricoltura elvetica. In Svizzera è inoltre già in vigore una delle leggi sulla protezione degli animali più severe al mondo, nuovi inasprimenti non sono stati ritenuti necessari.

Il quarto oggetto, la modifica della Lip, prevede l’abolizione dell’imposta preventiva (35%) sugli interessi delle obbligazioni in Svizzera, a eccezione di quelli generati da averi di persone fisiche domiciliate nella Confederazione. Lo scopo è rendere più attrattivo per gli investitori l’acquisto di obbligazioni svizzere nella Confederazione.

Contro tale riforma la sinistra e i sindacati hanno lanciato il referendum. A loro dire, la riforma corrisponde a un lasciapassare per la criminalità fiscale. "L’imposta preventiva è stata introdotta per evitare che i gestori patrimoniali disonesti, i ricchi investitori e gli oligarchi ingannino il fisco", avevano affermato al momento della consegna delle firme.

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