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12.05.22 - 12:10
Aggiornamento: 15:03

Il Covid ha lasciato un segno negli ospedali universitari

Pesanti le conseguenze economiche, fino a 352 milioni di spese aggiuntive. E c’è il rischio di perdere il 10-15% dei dipendenti

Ats, a cura de laRegione
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Keystone

Un finanziamento sicuro è essenziale per non compromettere le prestazioni degli ospedali universitari come centri di eccellenza medica. Questo aspetto è stato sottolineato da cinque ospedali universitari svizzeri, che oggi in una conferenza stampa a Berna hanno presentato un bilancio provvisorio delle sfide passate e future legate alla pandemia.

"Quest’ultima è stata una delle più grandi sfide per il sistema sanitario svizzero degli ultimi decenni – hanno spiegato oggi ai media i rappresentanti degli ospedali universitari di Basilea, Berna, Losanna, Ginevra e Zurigo – e ha evidenziato il ruolo centrale degli ospedali universitari svizzeri, che lavorano in collaborazione con la rete di tutti i fornitori di servizi del paese".

La pandemia non avrebbe potuto essere gestita senza l’esperienza, le competenze specifiche, le risorse e le infrastrutture degli ospedali universitari, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza ai pazienti che necessitano di cure intense, hanno aggiunto. Gli ospedali universitari hanno dimostrato la loro capacità di reagire in modo rapido, appropriato e flessibile, hanno sottolineato gli oratori.

Cifre impressionanti

Da gennaio 2020 alla fine di aprile 2022, i cinque ospedali universitari hanno trattato 21’890 pazienti Covid ricoverati, di cui 3’362 nei reparti di terapia intensiva e altri 3’861 nei reparti di cure intermedie (Intermediate-Care), pari a circa il 42% dei pazienti con Covid-19. Sono pure stati pilastri importanti della strategia nazionale di vaccinazione e test: in queste strutture sono stati effettuati in totale più di 1,5 milioni di tamponi e 761.000 vaccinazioni. Cifre che i responsabili definiscono "impressionanti".

Gli ospedali universitari hanno fornito anche un importante contributo alla ricerca sul Covid: tra il 2020 e il 2022 i collaboratori hanno avviato 350 progetti di ricerca e pubblicato circa 2.000 articoli sull’argomento.

352 milioni di spese aggiuntive

Le conseguenze economiche per gli ospedali universitari sono state dolorose. La spesa aggiuntiva legata al Covid per i soli costi del personale e del materiale è stata di 352 milioni di franchi per le cinque strutture. I mancati guadagni nel settore ospedaliero ammontano a un totale di 250 milioni di franchi per i due anni pandemici 2020 e 2021.

I servizi indispensabili, come la fornitura 24 ore su 24 di infrastrutture specifiche e di personale per la medicina d’urgenza, la medicina intensiva e la medicina (altamente) specializzata, non sono stati adeguatamente compensati, hanno dichiarato gli ospedali.

Possibili peggioramenti

Il personale degli ospedali universitari ha svolto un lavoro straordinario durante la pandemia e continua a farlo, hanno sottolineato i responsabili. Reclutare e trattenere professionisti qualificati però è difficile e c’è il rischio di perdere il 10-15% dei dipendenti, hanno aggiunto. A questi problemi si sommano anche i rischi legati a progetti di riforma attualmente in corso a livello federale che potrebbero peggiorare ulteriormente la situazione, come il pacchetto di misure per contenere l’aumento dei costi sanitari o l’introduzione di una nuova struttura tariffaria nel settore ambulatoriale.

Anche se è necessaria una trasformazione del sistema sanitario, non bisogna dimenticare che gli ospedali universitari sono i garanti di un’assistenza di qualità, anche in situazioni di crisi, hanno rilevato ancora gli oratori. Gli ospedali universitari chiedono quindi di rafforzare il finanziamento, formare il personale necessario ed evitare che le riforme peggiorino la situazione.

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