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Keystone/Ti-Press
06.05.22 - 13:15
Aggiornamento: 17:13
Ats, a cura de laRegione

La Svizzera rifugio per oligarchi russi? ‘Accuse inaccettabili’

Dura reazione del Consiglio federale alle accuse mosse da una commissione del Congresso Usa. ‘Gli Stati Uniti rettifichino’. Cassis chiama Blinken

La Svizzera applica tutte le sanzioni internazionali adottate in seguito all’aggressione della Russia contro l’Ucraina: lo sostiene il Consiglio federale che respinge con fermezza le accuse di una commissione del Congresso e del governo degli Stati Uniti di essere morbido.

Ieri tale commissione chiamata Helsinki ha tenuto un’audizione online, in cui diversi esperti hanno formulato pesanti accuse nei confronti della Svizzera. Bill Browder, molto critico nei confronti del Cremlino, ha in particolare incolpato la giustizia svizzera di avere un approccio morbido nei confronti della criminalità finanziaria russa.

Browder si stupisce che la Confederazione abbia bloccato solo 7,5 miliardi di franchi, mentre le banche svizzere offrono rifugio a 150-200 miliardi di fondi russi, secondo una stima dell’Associazione svizzera dei banchieri (Asb). Ha invitato gli Stati Uniti a rivedere il quadro della sua cooperazione con la Svizzera.

Mark Pieth, noto per la sua esperienza in materia corruzione e riciclaggio di denaro, ha accolto con favore l’idea di rivedere l’applicazione del quadro giuridico. Finora la Svizzera ha mancato di coraggio nel suo approccio al denaro sporco russo, ha detto nel corso dell’audizione l’avvocato di Basilea.

Pieth in un’intervista di oggi a radio SRF ha dichiarato che il problema è che gli oligarchi hanno beni nascosti in Svizzera. L’occultamento avviene tramite società "bucalettere" offshore e avvocati che non sono obbligati a fornire informazioni.

La nuova revisione della legge sugli avvocati e sul riciclaggio di denaro era già stata discussa nel marzo 2021, ma poi respinta. Questo – sostiene Pieth – è stato chiaramente un errore, come si vede ora.

È una questione di verità, ha sottolineato Pieth nell’intervista. E l’accusa di corruzione non può essere liquidata così facilmente. Il Ministero pubblico della Confederazione può essere preso di mira quando si tratta di procedure di assistenza giudiziaria tra la Svizzera e gli Stati Uniti. La pressione sulla Svizzera aumenterà.

Richiesta di rettifica

Il Consiglio federale respinge queste accuse con la massima fermezza, ha indicato a Keystone-ATS in una presa di posizione scritta. Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis, informato in anticipo del briefing e delle accuse in esso contenute le ha discusse martedì 3 maggio con il segretario di Stato americano Antony Blinken.

"Tenuto conto del fatto che la Svizzera ha adottato il regime di sanzioni dell’Unione europea nei confronti della Russia, siamo molto sorpresi dello svolgimento di tale briefing. Respingiamo queste insinuazioni politicamente inaccettabili e ci aspettiamo che le autorità americane le rettifichino immediatamente", ha detto il consigliere federale a Blinken.

Più di 1’000 persone prese di mira

"La Svizzera è molto spiacevolmente sorpresa che un tale briefing abbia luogo", continua il testo. Le sanzioni finanziarie e di viaggio colpiscono 1’091 persone fisiche e 80 aziende e organizzazioni. Per quanto riguarda l’applicazione delle sanzioni, la Svizzera è molto ben posizionata nel confronto internazionale, aggiunge la Cancelleria federale.

La Commissione di Helsinki è un’agenzia indipendente del governo statunitense creata dal Congresso nel 1975. Il suo scopo è quello di promuovere il rispetto dell’Atto finale di Helsinki e altri impegni dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).

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