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04.05.22 - 11:04
Aggiornamento: 19:58

Nuova revisione della legge sul CO2 entro il 2025

Politica climatica, il Consiglio federale proroga fino a quella data gli strumenti di alcune misure, fra cui la tassa sul CO2 per le aziende

Ats, a cura de laRegione
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Un problema... ingombrante

Per la protezione del clima c’è bisogno di continuità. Il Consiglio federale ha approvato oggi la proroga di alcune misure di politica climatica, fino al 2024, per evitare lacune nella regolamentazione. Per il futuro, l’esecutivo si impegna a sottoporre al Parlamento un nuovo progetto di revisione della legge sul CO2 entro l’autunno 2024.

Dopo il ‘no’ popolare alla legge sul CO2 del 13 giugno 2021, alcune misure che scadevano alla fine del 2021 rischiavano di essere abrogate. In dicembre, le Camere federali hanno però deciso di prorogare gli strumenti non contestati e di fissare la scadenza dell’obiettivo di riduzione a fine 2024.

Tramite una nota governativa odierna, l’esecutivo ha reso noto di aver approvato la modifica dell’ordinanza sul CO2, ricordando che "tra il 2022 e il 2024 la Svizzera è tenuta a ridurre ogni anno le sue emissioni medie dell’1,5% rispetto al 1990".

Tra gli strumenti a protezione del clima c’è ad esempio l’esenzione dalla tassa sul CO2 per le aziende svizzere – fino al 2024 – in cambio dell’impegno a ridurre le proprie emissioni. Viene prorogato anche l’obbligo per gli importatori di carburante di compensare le emissioni di CO2 del settore dei trasporti con progetti di protezione del clima in Svizzera e ora anche all’estero.

Oltre a ciò, questa revisione ammetterà ora anche progetti che mirano a immagazzinare CO2 in modo permanente in serbatoi biologici (come bosco e suoli) o geologici (ad esempio nel sottosuolo e come materiali da costruzione).

Il quarto strumento è il sistema di scambio di quote di emissioni collegato con l’Unione europea, che dal prossimo primo gennaio contemplerà nuovamente anche i voli nel Regno Unito. A causa della Brexit erano stati esclusi dal campo di applicazione.

Il termine di referendum, spiega l’esecutivo, è scaduto inutilizzato lo scorso 7 aprile e la legge è entrata in vigore retroattivamente a inizio 2022.

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