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22.04.22 - 15:17
Aggiornamento: 16:49

Covid, i Cantoni d’accordo perché Berna faccia di più

La Conferenza dei direttori cantonali della sanità pubblica favorevole alla ‘situazione particolare’ anche in caso di ondate pandemiche meno violente

Ats, a cura de laRegione
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Keystone

Per i Cantoni, il Consiglio federale dovrebbe poter dichiarare la "situazione particolare" anche in caso di un’ondata pandemica non particolarmente violenta. Questa l’opinione prevalente sui compiti delle autorità per il futuro qualora dovesse ripetersi quanto accaduto col coronavirus. Il Consiglio federale vorrebbe invece far capo ai poteri eccezionali solo in caso di nuova ondata violenta.

Dopo il ritorno alla "situazione normale" dall’inizio di aprile, si è aperta una fase di transizione che durerà fino alla primavera 2023; il Consiglio federale ha stabilito che le autorità devono dar prova di un’accresciuta vigilanza e una maggiore capacità di reazione in caso di problemi. I compiti rispettivi dei Cantoni e della Confederazione, messi in consultazione fino a oggi, devono essere meglio specificati.

La Conferenza dei direttori cantonali della sanità pubblica (CDS), che non ha voluto prendere posizione sul documento di base, accoglie favorevolmente l’esistenza di un piano che definisca le reciproche competenze, dicendosi d’accordo con la suddivisione presentata.

La CDS esprime tuttavia alcune riserve circa le condizioni che darebbero alla Confederazione il potere di avocare a sé le competenze cantonali, ha specificato a Keystone-ATS Tobias Bär a nome della CDS.

Se si verificasse una nuova ondata epidemica con un elevato rischio di sovraccarico del sistema sanitario, l’attenzione si sposterebbe inevitabilmente di nuovo verso il Consiglio federale. Se l’obbligo di portare la mascherina sui trasporti pubblici dovesse essere reintrodotto, sarebbe difficile applicare regolamenti diversi a seconda dei cantoni. In caso di un netto peggioramento della situazione epidemiologica, la CDS pensa che la "situazione normale" non dovrebbe essere mantenuta troppo a lungo. Ne va del successo stesso della lotta contro la propagazione del morbo.

La pensano così San Gallo, Turgovia e i due Appenzello. Questi Cantoni accolgono le proposte del Consiglio federale per il periodo di transizione, in particolare il sostegno alla ricerca e alla promozione di nuovi farmaci contro il coronavirus. A loro avviso, tale sostegno andrebbe esteso sino alla fine del 2023. Se la situazione epidemiologica richiedesse di nuovo misure a livello nazionale, sarebbe opportuno che la Confederazione ne assumesse il coordinamento, "anche se l’ondata pandemica non è particolarmente violenta".

I quattro Cantoni non sono d’accordo con l’istituzione di nuove istanze intercantonali per l’applicazione di eventuali misure protettive. Tali organismi, a loro parere, non hanno l’autorità legale per imporre soluzioni a tutto il Paese. Inoltre, l’acquisto e la distribuzione dei vaccini dovrebbero essere organizzati il più rapidamente possibile attraverso le strutture esistenti. I medici di famiglia dovrebbero ricevere dosi individuali di vaccino attraverso i canali di distribuzione abituali, mentre le casse malattia dovrebbero integrare i costi nei rispettivi cataloghi di prestazioni.

Infine, i quattro Cantoni chiedono migliori controlli sui centri, istituiti rapidamente, deputati al depistaggio del virus. Sono necessari criteri di autorizzazione nazionali e linee guida informatiche uniformi. Per i Cantoni è infatti impossibile, col sistema attuale, controllare l’emissione di certificati.

Nonostante il ritorno alla "situazione normale" secondo la terminologia della legge sulle epidemie, la pandemia non è terminata a detta del Consiglio federale. Non si sa ancora come evolverà la situazione; il coronavirus molto probabilmente non scomparirà, ma farà la sua apparizione con fiammate stagionali.

Le strutture devono quindi essere mantenute durante la fase di transizione affinché la Confederazione e i Cantoni possano reagire rapidamente ai nuovi sviluppi. Ciò vale in particolare per i test, le vaccinazioni, la ricerca dei contatti, la sorveglianza e l’obbligo di segnalazione degli ospedali.

Col ritorno alla situazione normale, dall’inizio di aprile la responsabilità principale delle misure di protezione è stata trasferita di nuovo ai Cantoni.

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