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Obbligo di notifica anche per le autorità fiscali. ‘La base legale è sufficiente’, scrive la Seco
01.04.22 - 20:17

Sanzioni, la Seco invia ai Cantoni le istruzioni per l’uso

Un po’ di chiarezza sugli obblighi di notifica dei Cantoni. Il segreto fiscale non si applica. Il gruppo Ps in Gran Consiglio interpella il Governo

È arrivato venerdì ai servizi cantonali competenti l’atteso promemoria con il quale la Segreteria di Stato dell’economia (Seco) fa un po’ di chiarezza circa i loro obblighi di notifica riguardo alle sanzioni in ambito finanziario e commerciale nei confronti di quasi 900 persone e una sessantina di società russe in relazione alla guerra in Ucraina. A Bellinzona il documento non è ancora stato esaminato da tutti nel dettaglio. Ne abbiamo preso atto, dice ad esempio a ‘laRegione’ il Dipartimento finanze ed economia (Dfe). La questione intanto ha assunto una dimensione politica anche a livello cantonale. In un’interpellanza, il gruppo socialista in Gran Consiglio chiede al Consiglio di Stato come ci si stia muovendo in Ticino (che "è stato in passato una terra ben frequentata dai benestanti russi") per attuare le sanzioni.

Quasi 6 miliardi di franchi: a tanto ammontava fino a circa una settimana fa il valore complessivo dei fondi e beni russi – tra i quali proprietà immobiliari in varie località turistiche – congelati in Svizzera, in buona parte grazie alle segnalazioni delle banche. L’attuazione delle sanzioni ha suscitato però "incertezze e interrogativi" in alcuni Cantoni, scrive la Seco in una nota. Eppure la relativa ordinanza emanata il 4 marzo dal Consiglio federale parla chiaro. Prevede che "le persone fisiche e le istituzioni che detengono o amministrano averi oppure sono a conoscenza di risorse economiche presumibilmente soggette al blocco (...) devono notificarlo senza indugio alla Seco". Quest’ultima si aspetta in particolare dalle banche che ottemperino all’obbligo di segnalare i beni congelati. Ma anche le autorità cantonali – in primo luogo quelle fiscali – devono fare la loro parte nella ricerca di beni sanzionati, aveva spiegato ai media Erwin Bollinger, responsabile delle relazioni bilaterali presso la Segreteria.

Attivarsi o attendere?

Secondo la legge sugli embarghi, la Seco è responsabile del controllo e dell’applicazione di buona parte delle sanzioni in ambito finanziario e commerciale decise dal Consiglio federale. Un compito svolto "in stretta collaborazione con i Cantoni", sottolinea la Segreteria di Stato dell’economia. Per alcuni di loro, tuttavia, non era e non è ancora affatto chiaro se e in quale misura debbano ricercare attivamente fondi e beni sanzionati, per poi notificarli una volta rintracciati, oppure se attendere da Berna una richiesta formale in tal senso. Le informazioni dalla Seco arrivavano col contagocce. Dai cantoni, più di una lamentela è giunta sul tavolo di Guy Parmelin. Chiamato in causa, negli scorsi giorni il ministro dell’Economia ha chiarito le formalità da espletare in un colloquio con i presidenti della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle finanze e della Conferenza dei governi cantonali.

La Seco così si è data una mossa. Il promemoria trasmesso venerdì ai servizi cantonali competenti descrive le basi legali, i concetti più importanti e il ruolo dei cantoni nell’applicazione delle sanzioni contro oligarchi e società russi. In particolare, illustra nel dettaglio gli obblighi di notifica a cui devono attenersi gli uffici del registro del commercio e del registro fondiario, nonché le autorità fiscali.

Base legale ‘sufficiente’

Queste ultime si trovano in una posizione particolarmente delicata sotto il profilo giuridico. Nelle scorse settimane Heinz Tännler aveva evocato anche il segreto fiscale cantonale per giustificare l’attendismo del suo cantone. Nel frattempo, il ministro delle finanze del canton Zugo ha dichiarato al ‘Tages-Anzeiger’ di aver esaminato la questione. La conclusione: il diritto federale più recente prevale sul segreto fiscale cantonale. È quanto ribadisce la Seco nel suo promemoria: un obbligo di notifica da parte delle autorità fiscali cantonali "appare giustificato", nonostante il segreto fiscale. La base legale fornita dalla Legge sugli embarghi è "sufficiente". Inoltre, "dev’essere possibile per le autorità fiscali, nonostante il segreto fiscale, trasmettere dati sui contribuenti, se le banche a loro volta, malgrado il segreto bancario, sono obbligate a informare le autorità sui soldi dei clienti". Per la Seco è chiaro: "Nel caso in cui un ufficio fiscale, nel quadro del suo lavoro, venga a conoscenza di soldi o valori patrimoniali soggetti al blocco secondo (...) l’ordinanza sull’Ucraina, lo deve comunicare alla Seco senza indugio". Le notifiche sono da indirizzare alla Segreteria di Stato dell’Economia per lettera o via e-mail. Devono indicare i nomi dei beneficiari, nonché il genere e il valore degli averi e delle risorse economiche bloccati.

L’interpellanza

Il Ps: questione ‘urgente’. Raffica di domande

"Le sanzioni sono ormai in vigore da diverse settimane e il Ticino, si sa, è stato in passato una terra ben frequentata dai benestanti russi". Parte da una duplice constatazione l’interpellanza depositata venerdì dal gruppo socialista in Gran Consiglio. La questione è "urgente", poiché un’applicazione "ritardata e poco efficiente" delle sanzioni "ne indebolisce l’effetto", scrivono il capogruppo Ivo Durisch e il granconsigliere Carlo Lepori in una nota inviata ai media. Numerose le domande rivolte al Consiglio di Stato. Eccole:

  • Da quando sono scattate le sanzioni, sono stati effettuati i controlli richiesti dalla Seco? Se sì, che esito hanno avuto?
  • Sono state fatte segnalazioni alla Seco? Se no, perché? E quando intende iniziare i controlli e come intende effettuarli?
  • Da quando sono scattate le sanzioni, sono stati effettuati controlli su eventuali proprietà riconducibili alle persone o società sanzionate? Se sì, che esito hanno avuto? Sono state fatte segnalazioni alla Seco? Se no, perché, quando intende iniziare i controlli e come intende effettuarli?
  • Tra le persone sanzionate, quante ve ne sono che risiedono in Ticino?
  • Quante di esse hanno ricevuto il permesso di soggiorno secondo le deroghe previste per "importanti interessi pubblici" e in particolare "per notevoli interessi fiscali cantonali"?
  • Questi permessi saranno annullati? Se no, per quali motivi?
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