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Il primo ministro polacco e il presidente della Confederazione
21.03.22 - 17:59
Aggiornamento: 20:12
Ats, a cura de laRegione

Cassis a colloquio con Morawiecki in Polonia

Per il premier polacco, ‘la Svizzera deve fare di più in materia di sanzioni contro la Russia, congelando i beni degli oligarchi’

La Svizzera deve congelare e confiscare i beni degli oligarchi russi che si trovano in Svizzera. È questo uno dei messaggi più importanti lanciati dal premier polacco Mateusz Morawiecki nel corso dell’incontro con il presidente della Confederazione Ignazio Cassis.

«Tra pochi giorni a Bruxelles al Consiglio europeo discuteremo ulteriori sanzioni» contro Mosca. «Sappiamo che queste prime misure hanno già colpito duramente la Russia dal punto di vista economico, ma dobbiamo fare molto di più», ha detto Morawiecki in una conferenza stampa a margine del colloquio.

Il primo ministro polacco ha spiegato di aver esortato Cassis a congelare e confiscare gli averi degli oligarchi che si trovano in Svizzera. «Svizzera, Polonia e Ue sono pronte per il grande piano di ricostruzione postbellica», ha aggiunto Morawiecki, ringraziando il ticinese per la disponibilità a «lavorare a ulteriori pacchetti di sanzioni» e a «fornire aiuti umanitari laddove la Polonia è in prima linea».

Meno di una settimana fa Morawiecki – assieme ai primi ministri ceco e sloveno, Petr Fiala e Janez Janša – si era recato a Kiev in treno, per dimostrare la sua vicinanza all’Ucraina.

Generosità da esportare

Prendendo la parola, Cassis ha spiegato che la Svizzera, «quale Paese neutrale, non può esportare armi, ma può esportare quasi tutto il resto, a cominciare da generosità e solidarietà». «La solidarietà della popolazione e delle autorità del Paese con le vittime dell’attacco militare russo merita il massimo riconoscimento», ha affermato il presidente della Confederazione, secondo quanto si legge in un comunicato del Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae).

Su Twitter, il responsabile del Dfae si era in precedenza detto felice dell’incontro con il premier polacco. Benché i colloqui siano stati perlopiù incentrati sulla guerra, sull’aiuto umanitario e sulla crisi dei profughi, a margine si è anche parlato delle relazioni bilaterali tra Svizzera e Polonia e della politica europea della Confederazione.

Già 500 tonnellate di aiuti svizzeri all’‘hub’ di Lublino

Sempre tramite social, Cassis ha espresso la sua riconoscenza alla Polonia per l’eccellente collaborazione che ha permesso l’installazione di un centro di trasbordo di aiuti umanitari svizzeri a Lublino. Recatosi sul posto, Cassis ha discusso con esperti svizzeri. Berna ha già fornito circa 500 tonnellate di prodotti di prima necessità all’‘hub’.

A Dorohusk, sulla frontiera ucraino-polacca, il presidente della Confederazione è stato in seguito informato dalle autorità locali sulla situazione dei profughi al confine. Inoltre, ha parlato con i profughi di un centro di accoglienza nella città di Chelm.

Il viaggio continua

Il presidente della Confederazione sta effettuando una visita di due giorni in Polonia per rendersi conto sul campo della situazione umanitaria causata dall’afflusso di profughi ucraini su suolo polacco. Secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa, Cassis ha dichiarato che Berna sarebbe pronta a ospitare negoziati tra Russia e Ucraina, o comunque a fare da mediatrice.

Domani il ticinese sarà a Chișinău per rendere visita alla presidente moldava Maia Sandu. Il colloquio sarà incentrato sul modo in cui la Svizzera può sostenere al meglio la Moldavia nella gestione dei flussi di rifugiati. I due Stati intrattengono strette relazioni e la Svizzera fa parte dei più importanti Paesi donatori bilaterali.

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