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10.03.22 - 09:55
Aggiornamento: 17:39

Per la Posta nel 2021 un bilancio solido

Il Gigante giallo ha chiuso l’anno scorso con un utile del gruppo di 457 milioni di franchi, contro i 178 dell’anno precedente

ANSA, a cura de laRegione
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Keystone

La Posta si è ripresa dalle conseguenze finanziarie della pandemia da coronavirus in modo più rapido del previsto, chiudendo il 2021 con un utile del gruppo di 457 milioni di franchi, contro i 178 dell’anno precedente.

L’utile operativo (EBIT), pari a 515 milioni di franchi, supera di 257 milioni quello dell’anno precedente, indica oggi in una nota il Gigante giallo. Rispetto al 2019, ovvero prima della crisi sanitaria, il risultato d’esercizio è progredito di 65 milioni.

"Sono molto soddisfatto del primo anno del nuovo periodo strategico. Inoltre abbiamo mantenuto la promessa di stabilizzare intorno a 800 il numero di filiali. E per la quinta volta consecutiva siamo stati eletti ‘migliore Posta del mondo’. La strada imboccata è quella giusta", afferma, citato nel comunicato, il direttore generale della Posta Roberto Cirillo. Si è trattato del primo anno del nuovo periodo strategico quadriennale.

"L’economia elvetica ha bisogno di infrastrutture di prim’ordine per continuare a crescere con successo su tutta la linea. Intensificando il processo di digitalizzazione e migliorando il collegamento al commercio online internazionale, la Posta renderà possibile tutto questo", assicura dal canto suo Christian Levrat, presidente del Consiglio di amministrazione dallo scorso dicembre.

Lettere sotto pressione

Nel settore logistico la Posta ha totalizzato nell’anno in esame un risultato stabile, pari a 465 milioni di franchi (-5 milioni rispetto al 2020). Nel 2021 il numero delle lettere è calato di oltre il 3%, mentre il volume dei pacchi è salito di quasi il 10%, complice il boom del commercio in linea e il semiconfinamento di inizio 2021.

La sola crescita dei volumi di pacchi non è ancora sufficiente per compensare la riduzione dei ricavi dovuta al volume di lettere in costante diminuzione, scrive il Gigante giallo. Più pacchi significano, però, anche costi nettamente più elevati a livello di personale e trasporti, e necessità di investimenti cospicui – sono previsti 1,5 miliardi di franchi entro il 2030 – nell’infrastruttura.

PostFinance e AutoPostale

La divisione "Servizi di mobilità", che include AutoPostale e Post Company Cars, ha chiuso l’anno in esame con un risultato di 18 milioni di franchi, cresciuto di 81 milioni rispetto al 2020. Ciò è stato possibile in seguito agli "indennizzi che Confederazione e Cantoni verseranno ad AutoPostale per le perdite registrate nel traffico regionale a causa del Covid e per il contributo positivo che i servizi sostitutivi del trasporto ferroviario hanno avuto sull’andamento dell’azienda", spiega La Posta.

PostFinance, dal canto suo, ha realizzato un risultato d’esercizio di 272 milioni di franchi, 110 milioni in più dell’anno precedente. Nel 2021 il gruppo ha introdotto la nuova PostFinance App e ha lanciato insieme a Swissquote l’app Yuh per il digital banking.

Tuttavia, nonostante l’intensificazione delle attività sul mercato interbancario e il rincaro delle commissioni sull’avere disponibile, PostFinance non è riuscita a compensare interamente la flessione dei proventi da interessi su immobilizzazioni finanziarie, scrive il Gigante giallo, precisando che essi sono in costante calo per via delle condizioni del mercato.

Nonostante il risultato annuale positivo, le sfide nel core business della Posta restano invariate, conclude l’azienda, ribadendo in particolare le difficoltà legate al contesto caratterizzato da tassi d’interesse negativi per PostFinance, al calo delle operazioni allo sportello, a un’ulteriore flessione del volume delle lettere e, parallelamente, a un incremento del volume dei pacchi.

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