laRegione
23.02.22 - 14:15
Aggiornamento: 20:41

La vaccinazione potrebbe aiutare a combattere il long Covid

Lo dice uno studio condotto da una dottoressa dell’ospedale universitario di Ginevra. E lo confermano anche altre ricerche

Ats, a cura de laRegione
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Keystone

Le persone vaccinate dopo un contagio sembrano soffrire meno frequentemente del cosiddetto long Covid, ovvero dei sintomi di lunga durata del coronavirus. È quanto emerge da uno studio ginevrino effettuato su oltre 2’000 persone e pubblicato sul Journal of General Internal Medicine.

Nel corso di primavera ed estate, il team diretto da Mayssam Nehme, dottoressa presso l’ospedale universitario di Ginevra (Hug), ha chiesto a persone risultate positive al coronavirus il loro stato vaccinale così come l’eventuale presenza di sintomi tipici del long Covid, quali stanchezza, difficoltà di concentrazione, respiro corto o perdita di olfatto e gusto.

Dai risultati è emerso che le persone vaccinate soffrono meno spesso dei sintomi di lunga durata rispetto a quelle che non lo sono. Per la precisione, il rischio di conseguenze durature è risultato inferiore del 28%. Secondo un comunicato dell’Hug, si tratta del più grande studio di questo genere condotto finora. I risultati vanno però presi con le pinze, anche a causa di questioni legate alla rilevanza statistica.

Una tesi supportata da altre ricerche

Altre ricerche a livello internazionale sembrano a ogni modo confermare la tesi. Secondo i risultati emersi da un recente studio francese pubblicato in pre-print sul server Research Square di Nature, vaccinarsi contro il Covid può aiutare chi soffre dei sintomi a lungo termine.

I ricercatori dell’Université de Paris hanno analizzato i dati di 910 adulti (con età media di 47 anni e per l’80% donne) che hanno riportato la persistenza dei sintomi dopo più di tre mesi dall’infezione. Di questi, 455 avevano fatto almeno una dose di vaccino e altrettanti no. A distanza di 120 giorni dalla somministrazione, la vaccinazione ha ridotto il numero di sintomi, la percentuale di pazienti con uno stato sintomatico ‘inaccettabile’ e ha raddoppiato il tasso di remissione (da 1,23 a 3,15). Circa il 16,6 e il 7,5% dei pazienti, rispettivamente nelle coorti di vaccinazione e di controllo, ha avuto la remissione di tutti i sintomi. Nel gruppo dei vaccinati, due (0,4%) pazienti hanno riportato gravi eventi avversi che hanno richiesto il ricovero.

La vaccinazione, concludono i ricercatori, «potrebbe ridurre la gravità del long Covid e il suo impatto sulla vita quotidiana. Il verificarsi di solo due gravi effetti avversi nei pazienti che ne soffrono, suggerisce che i vaccini Sars-CoV-2 sono sicuri per loro». Tre, secondo il team, le ipotesi sulle cause del long Covid: «Un serbatoio virale persistente, una stimolazione del sistema immunitario dovuta alla presenza di frammenti virali o autoimmunità dovuta all’infezione».

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