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17.02.22 - 15:26
Aggiornamento: 16:06

Primo giorno in Svizzera senza restrizioni, fra sollievo e ansie

Se da una parte c’è sollievo per il venir meno dell’obbligo di certificato e mascherina, dall’altra i gruppi a rischio sono preoccupati

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Keystone

Oggi in tutta la Svizzera la popolazione si è goduta il primo giorno senza certificato Covid e mascherine. Non tutti si sono però sentiti alleggeriti, in particolare i gruppi più a rischio.

Da Zurigo a Ginevra, passando per Berna e Losanna, due anni di coronavirus hanno lasciato il segno nelle persone. In particolare nelle stazioni ferroviarie questa mattina non tutti osavano fare a meno delle mascherine, come hanno notato inviati dell’agenzia Keystone-ATS.

Sulle scale mobili posso già togliere la maschera? E mentre aspetto il bus? In molti si ponevano domande di questo genere. "È strano potersela improvvisamente togliere", ha dichiarato un uomo impegnato a fare acquisti in un negozio nella stazione di Zurigo. "Ora dovrò radermi più spesso", ha aggiunto scherzando.

Sollievo viene globalmente mostrato per l’entrata più semplice in bar e ristoranti, anche se in alcune città – in particolare Ginevra – in mattinata gli esercizi gastronomici non avevano ancora tolto i cartelli che imponevano certificato e mascherina.

L’alleggerimento non ha però diminuito la coscienza delle persone e sui mezzi pubblici – dove l’obbligo della mascherina continua a esistere – si è notata una certa disciplina.

I più a rischio si preoccupano

La maggioranza insomma, in particolare chi indossa gli occhiali e ha dovuto lottare per mesi con lenti appannate, ha gioito per la fine dell’obbligo delle mascherine. Alcuni però sono preoccupati: si tratta delle persone a rischio.

Dobbiamo fare particolarmente attenzione a queste persone, ha detto la virologa Isabella Eckerle alla televisione svizzerotedesca SRF. Se avessimo voluto proteggerle veramente, sarebbe costato davvero poco mantenere l’obbligo delle mascherine, ha aggiunto.

Dello stesso avviso è anche Stephanie de Borba della Lega contro il cancro che – sempre ai microfoni della SRF – ha affermato che avrebbe preferito un alleggerimento più graduale delle misure. I malati di cancro, infatti, anche dopo tre dosi di vaccino fanno fatica a creare gli anticorpi necessari a proteggersi.

Tornano gli eventi

A esultare per l’alleggerimento delle misure è sicuramente il settore degli eventi, che può tornare a pianificare le proprie attività.

Oggi gli organizzatori della BEA, la tradizionale fiera di primavera di Berna che attira solitamente circa 300’000 spettatori, hanno annunciato che quest’anno l’evento si svolgerà regolarmente. Dal 29 aprile all’8 maggio ci sarà quindi, dopo due anni d’assenza, il programma completo, con presentazioni, food truck, ruota panoramica e un piccolo zoo.

I temi affrontati saranno il bilinguismo e la scienza, con la partecipazione del Politecnico federale di Losanna. Verso la fine della manifestazione, alla vicina PostFinance Arena si terrà anche una competizione di lotta svizzera, che da sola secondo gli organizzatori attirerà almeno 6’000 spettatori.

Numerosi sono poi i grandi e piccoli eventi, fra carnevali e feste tradizionali, che in queste ore vengono confermati in tutta la Svizzera, come ad esempio il carnevale di Berna o, sempre rimanendo in tema carnevalesco, il tradizionale Chienbäse di Liestal. In alcuni casi le manifestazioni si svolgono in formato ridotto.

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