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14.02.22 - 18:18
Aggiornamento: 19:57

Non è (ancora) tempo per le scimmie. Ma il tema è caldo

C’è voluto il Tribunale federale per portare al voto l’iniziativa sui primati. Bocciata, sì, ma che ha comunque rappresentato un inizio

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I risultati parlano chiaro. Quello scaturito domenica dalle urne di Basilea Città è un verdetto che dissipa ogni dubbio: i primati (almeno per ora) non devono godere degli stessi diritti degli esseri umani. Lo ha detto, nel segreto dell’urna, la stragrande maggioranza degli elettori che si sono recati al seggio nel semicantone renano. Addirittura il 74,4%, contro il 25,26 dei favorevoli.

Fastidi grassi, potrebbe obiettare qualcuno guardando la cosa da fuori e dunque con occhio distaccato, specie se si pensa che le uniche scimmie presenti su suolo cantonale, come hanno tenuto a precisare i contrari all’iniziativa, a Basilea Città sono quelle dello zoo. Fastidi un po’ meno grassi però se si pensa che nelle settimane, anzi, nei mesi che hanno preceduto la votazione, sul tema si è dibattuto parecchio. E che lo scrutinio si sarebbe concluso con una vittoria tanto schiacciante a favore degli scettici non era nemmeno così scontato. C’era, anzi, chi temeva il peggio (per sé), e allora è corso ai ripari “dislocando’ in altre sedi i loro primati da laboratorio.

A Basilea, come pure negli altri due comuni che compongono il cantone (ossia Riehen e Bettingen), il tema era caldo, molto caldo, e la conferma arriva anche dai dati relativi alla partecipazione al voto: tutte le persone che hanno espresso le loro preferenze sui quattro temi in discussione a livello federale lo hanno fatto pure su quell’unico cantonale concernente i primati. La differenza in termini assoluti di poco meno di diecimila schede (9’480) è infatti data dal fatto che su temi di pertinenza cantonale i residenti all’estero non hanno logicamente facoltà di esprimersi poiché domiciliati altrove. Tolta questa ‘fetta’ di elettori (e la relativa proporzione di chi fra loro non ha votato), i ruoli si invertono: il 48,62% degli aventi diritto si è espresso sui temi della votazione federale contro il 50,97% di quelli che l’hanno fatto per dire la loro sulla causa delle scimmie.

Il responso dell’urna nel dettaglio

A Basilea si è recato alle urne il 49,92% degli iscritti in catalogo, a Riehen il 57,81% e a Bettingen il 61,19%. Spulciando i dati dello spoglio si può anche notare come proprio là dove sono presenti le uniche scimmie su suolo cantonale (allo zoo della città di Basilea) la percentuale di favorevoli alla concessione di pari diritti degli umani ai primati è stata la maggiore: il 27,0% (ossia 11’695 persone) ha detto sì. Assai di più di quanto hanno fatto i votanti di Riehen (15,8%, 1’149 schede) e Bettingen (11,7%, 51 schede).


L’esito dello scrutinio

Il lungo iter passato anche dal Tribunale federale

L’iter che ha portato la popolazione di Basilea Città a esprimersi sul tema dei primati e dei loro diritti ha preso avvio nel 2016, sotto la spinta Sentience Politics, associazione che, come recita lo slogan nella sua home page, si premura di ‘mettere gli interessi degli animali non-umani al centro della società’. Oltre che sulla tematica relativa ai primati, in questi anni si è battuta (e lo fa tutt’ora) contro l’allevamento intensivo degli animali da reddito.

Raccolte le firme necessarie per poter chiamare il popolo alle urne (3’080 quelle con cui il referendum è stato accolto), i promotori hanno poi dovuto passare anche dal Tribunale federale a cui si sono rivolti impugnando la decisione del Gran Consiglio, che di prim’acchito aveva dichiarato irricevibile l’iniziativa (decisione del 13 dicembre 2017).

La sentenza del Tribunale federale, intimata alle parti il 5 ottobre 2020 e che sconfessava il parere del Gran Consiglio, ha ridato vigore all’iniziativa, sbloccando definitivamente la situazione di impasse, permettendo alla tematica di approdare alle urne.

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