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27.01.22 - 14:36
Aggiornamento: 17:50

Le casse malati avvertono: più costi porteranno a premi più cari

L’organizzazione degli assicuratori malattia Santésuisse mette in guardia in vista di un rialzo dei premi dovuti alla crescita delle spese

Ats, a cura de laRegione
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L’organizzazione degli assicuratori malattia Santésuisse mette in guardia in vista di un rialzo dei premi dovuti alla crescita delle spese. Ad essere lievitate sono in particolare quelle per la fisioterapia, il settore ambulatoriale medico e ospedaliero, e la cura e assistenza a domicilio (Spitex).

Nel 2021 i costi sono saliti in media del 5,1% per ogni assicurato, precisa Santésuisse in una nota, aggiungendo che una crescita di questa entità per l’assicurazione di base non si vedeva dal 2013. Questo calcolo non include i costi per le vaccinazioni contro il coronavirus, per i quali le casse malattia hanno già pagato 265 milioni di franchi l’anno scorso.

L’incremento più consistente nel 2021 è stato registrato tra i fisioterapisti, con un rialzo del 18% pro capite rispetto al 2020. Anche nel settore ambulatoriale medico e ospedaliero i costi hanno segnato un sensibile aumento, rispettivamente del 6 e del 7%. Pure per i laboratori si rileva una crescita significativa maggiore al 5%.

Lo Spitex registra un significativo incremento di oltre il 6%, dovuto verosimilmente alla pandemia, perché è ulteriormente cresciuto il bisogno di restare a casa quanto più a lungo possibile. Ciò si riflette sui costi delle case di cura, l’unico settore in seno all’assicurazione di base a registrare un calo pari a quasi il 3%.

Nella sua nota, Santésuisse ricorda che tutti questi calcoli non includono i costi per i test Covid nel 2021, poiché saranno pagati dalla Confederazione. L’organizzazione stima che, dall’inizio della pandemia, le spese legate al coronavirus a carico degli assicuratori malattia ammontino a circa un miliardo di franchi.

Per Santésuisse questo nuovo rincaro è “preoccupante” sotto vari punti di vista, anche se può essere dovuto in parte agli effetti ritardati della pandemia. Tra il 2010 e il 2020 i costi per la cassa malattia obbligatoria sono saliti in media del 2,5% pro capite, mentre i salari nominali soltanto dello 0,7% e il Prodotto interno lordo (Pil) dello 0,2%. Per lo meno l’indice dei prezzi al consumo è sceso leggermente dello 0,1% all’anno.

Chieste misure

Per rallentare questo aumento, Santésuisse chiede misure efficaci che permettano un risparmio per tutte le parti coinvolte. In primo luogo, i partner tariffali devono fissare delle misure calmieranti nelle loro convenzioni tariffali. Secondo, la qualità delle prestazioni dispensate dovrebbe diventare un criterio inderogabile per la remunerazione.

Per Santésuisse, inoltre, i servizi che non soddisfano i criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità richiesti dalla Confederazione dovrebbero essere esclusi dalla remunerazione.

Occorre poi sottoporre le tariffe ufficiali – medicamenti, mezzi e apparecchi, tariffe dei laboratori ecc. – a una verifica periodica. È infine necessario incaricare una commissione extraparlamentare di seguire l’andamento dei costi in determinati settori e formulare le opportune raccomandazioni.

Santésuisse prende di mira anche i prezzi dei medicamenti, che restano tuttora molto alti rispetto a quelli praticati all’estero. Raffrontarli regolarmente e adeguarli al livello di quelli dei paesi europei presi in considerazione come termine di paragone – tenendo conto di tutti i ribassi – permetterebbe di realizzare dei risparmi non indifferenti, secondo l’organizzazione.

Inoltre bisogna, a suo avviso, introdurre rapidamente gli importi forfettari ambulatoriali, affrettare la pianificazione dell’approvvigionamento nel settore ambulatoriale e stazionario, e attenersi rigorosamente alla regolamentazione delle autorizzazioni per i fornitori di prestazioni.

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