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19.01.22 - 13:34
Aggiornamento: 16:51

Trasporti pubblici, in Svizzera prezzi nella media europea

Studio commissionato dalla Litra ha messo a confronto le tariffe di vari Paesi europei. Sfatato il mito del ‘troppo caro’, e poi la qualità è eccellente

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Keystone
Buoni voti dallo studio realizzato da Infras

Berna – I prezzi dei trasporti pubblici in Svizzera si situano nella fascia media a livello europeo. Lo mette in luce uno studio sull’argomento, secondo cui inoltre con l’abbonamento generale si accede a un’offerta all’intero sistema molto vantaggiosa, unica nel paragone con altri Paesi.

La ricerca, condotta dall’istituto Infras, ha confrontato i prezzi dei mezzi pubblici nella Confederazione con quelli di Italia, Francia, Germania, Austria, Gran Bretagna e Olanda. Il lavoro è stato commissionato dal Servizio d’informazione per i trasporti pubblici (Litra) ed è stato presentato oggi a Berna.

Stando allo studio, in Svizzera i viaggi all’interno di una città e fra un centro urbano e l’altro sono relativamente economici, mentre quelli occasionali fra la città e la campagna si stabiliscono nella fascia media. I più costosi sono invece i tragitti dentro un’area metropolitana.

Qualità eccellente

“Le tariffe singole dei trasporti pubblici in Svizzera sono percepite e presentate come molto care”, ha detto in una conferenza stampa il direttore di Alliance SwissPass, Helmut Eichhorn. Lo studio tuttavia dimostra che ciò non è vero. In generale, i costi appaiono contenuti soprattutto in Austria, mentre spiccano quelli dei britannici. Nella Confederazione, rispetto ad altrove, vi sono però meno sconti per gli anziani che viaggiano in città.

Dal 2018, ha spiegato la co-autrice Maura Killer, i prezzi di abbonamenti e biglietti sono stati aumentati in modo selettivo. Le compagnie si sono astenute da un incremento generalizzato dal 2016. La ricerca conclude poi che, nel confronto internazionale, in Svizzera la qualità dei mezzi pubblici è eccellente. In termini di puntualità, densità del servizio e rete, è stato assegnato il voto “molto buono”. Nota dolente è la velocità, che vede il nostro Paese fanalino di coda.

Flessibilità in crescita

Dieci anni fa, fanno notare gli autori, nel settore del trasporto pubblico non c’era molta differenziazione fra le tariffe. Nel frattempo però, in tutti i Paesi è stata introdotta una maggiore flessibilità per attirare i clienti. In particolare, con la tendenza a spostarsi più frequentemente nel tempo libero sono state pensate offerte più allettanti per questi viaggiatori occasionali.

Eichhorn ha sottolineato quanto sia ampia l’offerta elvetica se paragonata a quella all’estero, con novità ogni anno. Ciò ha un valore e un prezzo, ha aggiunto. Ad esempio, in Svizzera grazie alla tecnologia volendo non c’è più bisogno di comprare un biglietto prima del viaggio.

Secondo Eichhorn, il settore sta reagendo ai cambiamenti delle abitudini dei clienti. Le nuove possibilità vengono testate tramite progetti pilota cantonali. Per esempio, un abbonamento annuale flessibile è in fase di analisi a Vaud e a Friburgo.

Home office pesa

Per il presidente del Litra Martin Candinas, i trasporti pubblici si stanno muovendo per rendere l’accesso il più facile e attraente possibile, ma gli utenti devono dare il loro contributo. Il ramo sta inoltre continuando a soffrire per l’obbligo di home office imposto dalle autorità per arginare la diffusione del coronavirus.

Attualmente, il tasso di utilizzo è del 70-75% della capacità normale, ha evidenziato Candinas. Il secondo pacchetto di sostegno ha comunque compensato questa carenza, evitando complessivamente danni. Decisivo in positivo è stato anche il boom delle attività nel tempo libero.

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