laRegione
18.01.22 - 19:07

Lupo in Svizzera, ‘consentire l’uccisione preventiva’

Anche la competente commissione del Consiglio degli Stati vuole poter regolare i branchi sul modello di quanto già avviene per lo stambecco

Ats, a cura de laRegione
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Keystone
Il Parlamento torna alla carica promuovendo una modifica della legge sulla caccia

Berna – Anche la commissione dell’ambiente del Consiglio nazionale (CAPTE-N), dopo l’omologa degli Stati, crede che i lupi, che si stanno moltiplicando rapidamente, debbano poter essere abbattuti preventivamente sul modello di quanto avviene già per lo stambecco.

Grazie a questa decisione, adottata dopo aver sentito tutte le parti in causa, la commissione omologa degli Stati - che ha presentato un’iniziativa parlamentare - potrà mettersi al lavoro per modificare la Legge sulla caccia.

Stando a una nota odierna dei servizi parlamentari, con una regolazione proattiva deve essere possibile limitare la presenza di lupi a livello regionale entro un livello tollerabile per la detenzione di animali, senza mettere in pericolo gli effettivi. Le misure per proteggere le greggi dovranno essere mantenute e per quanto possibile interamente indennizzate. La ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni andrà mantenuta.

Più soldi per la protezione delle greggi

Per rafforzare la sua richiesta, la CAPTE-N ha deciso con 13 voti a 8 e 3 astensioni di sostenere anche l’iniziativa parlamentare di Nicolò Paganini (Centro/SG). Infine, la commissione - 16 voti a 7 e una astensione - ha deciso di sottoporre alla Commissione delle finanze una proposta per un’aggiunta al preventivo 2022 al fine di mettere a disposizione mezzi supplementari - 5,7 milioni di franchi - destinati a urgenti misure di protezione.

L’iniziativa parlamentare Paganini chiede anch’essa una modifica della legge sulla caccia affinché la gestione della popolazione di lupi possa reagire alla rapida crescita della popolazione di questi canidi nei punti di conflitto tra la popolazione di lupi, l’economia alpestre, i comprensori insediativi e l’utilizzo a fini turistici.

Stando al consigliere nazionale sangallese, il lupo deve rimanere una specie protetta, ma la sua regolazione deve essere intensificata: non deve mettere in pericolo la popolazione, ma deve consentire di adottare più misure preventive per impedire danni e scongiurare pericoli per l’uomo e gli animali che alleva. In particolare, la regolazione del branco e l’abbattimento di singoli animali devono essere possibili anche in caso di comportamento problematico. L’obiettivo è fare in modo che il lupo consideri l’uomo un pericolo.

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