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06.12.21 - 14:54
Aggiornamento: 16:21

‘Media indipendenti fondamento della democrazia diretta’

Il comitato per il ‘sì’ al pacchetto di aiuti lancia la campagna in vista della votazione del 13 febbraio

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Keystone
Si vota tra poco più di due mesi

Berna – Il comitato per il “sì” al pacchetto di misure a favore dei media – in votazione il prossimo 13 febbraio – combatte per un giornalismo indipendente e variegato in tutte le regioni della Svizzera. L’organizzazione, chiamata “La libertà d’opinione”, ha esposto oggi i suoi argomenti.

Dei media indipendenti sono un fondamento della democrazia diretta e per questo essenziali in Svizzera, ha comunicato il comitato. I cittadini devono infatti potersi fare delle idee liberamente e per questo sono necessarie informazioni affidabili, diversificate e anche critiche.

La varietà mediatica è importante soprattutto a livello cantonale e comunale, ha proseguito l’organizzazione. Le testate locali hanno un ruolo importante per il dibattito e per la coesione della Svizzera.

Media in crisi

Questo ruolo informativo, così importante per la democrazia, è però in pericolo. Le entrate pubblicitarie sempre minori e la trasformazione digitale pongono i media elvetici di fronte a sfide importanti. Una grande concorrenza arriva poi da giganti di internet come Facebook, Google o ancora TikTok.

La pandemia di coronavirus non ha fatto che accentuare le difficoltà. Al giornalismo di qualità mancano i soldi, il numero di testate è in calo e la varietà del giornalismo scende. In parole povere, sempre secondo il comitato, la Svizzera è nel pieno di una crisi mediatica.

Per questo servono finanziamenti che permettano investimenti in nuovi modelli aziendali. Il pacchetto di aiuti deciso dal Parlamento permette una soluzione limitata a sette anni con “un approccio liberale e ragionevole”.

Stato e media restano divisi

Con la soluzione proposta Stato e media rimangono chiaramente separati, ha continuato ad argomentare il comitato per il “sì”. Il sostegno andrebbe a media di destra e sinistra, dalle radio fino alle pagine online.

Del comitato “La libertà d’opinione” fanno parte l’organizzazione Stampa svizzera, circa 90 fra deputate e deputati di tutti i gruppi – salvo l’Udc – così come 20 associazioni quali la scuola di giornalismo Maz.

Il testo è stato approvato dal Parlamento durante la Sessione estiva. Per sette anni i media svizzeri riceverebbero sostegni aggiuntivi diretti e indiretti per 120 milioni di franchi. Contro la decisione è stato indetto un referendum e i cittadini sono chiamati al voto il prossimo 13 febbraio.

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