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03.12.21 - 14:01
Aggiornamento: 16:34

Dal 6 dicembre mascherine al chiuso e Covid Pass esteso

Obbligatorio indossare la mascherina al lavoro se si è in più di uno. Inasprito il regime dei test in ingresso ma abolita la quarantena

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Keystone

Non sarà necessario disporre del certificato sanitario – anche se rimarrà raccomandato – per ritrovarsi in famiglia a Natale o per il cenone di San Silvestro tra amici. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale adottando nuove misure per lottare contro il coronavirus. Tra queste ci sono l’estensione dell’obbligo della mascherina, la raccomandazione del telelavoro e la possibilità per i gestori di escludere i testati da determinati eventi per i quali è necessario avere il Pass.

Oltre ai focolai locali, principalmente nelle scuole e nelle case per anziani, il virus si sta nuovamente diffondendo tra la popolazione. Nelle ultime settimane, il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva è aumentato fortemente. Nelle persone vaccinate o guarite, il decorso della malattia è invece solitamente lieve.

A ciò si aggiunge l’arrivo della nuova variante Omicron, definita “preoccupante” dall’Oms. Di questa si sa ancora poco, il governo suppone che sia altamente contagiosa ed è possibile che anche le persone immuni alla Delta possano essere infettate. Non è nemmeno chiaro quanto protegga dai decorsi gravi la vaccinazione e neppure quanto Omicron sia pericolosa.

Lo scopo delle misure annunciate oggi – entreranno in vigore lunedì e lo resteranno almeno fino al 24 gennaio – non è combattere direttamente la variante Omicron, ma ridurre il numero di infezioni causate dalla Delta. L’idea è di alleggerire il più possibile le strutture ospedaliere. Uno strumento importante per farlo è anche la dose di richiamo della vaccinazione.

Estensione dell’obbligo del certificato

Tra le misure annunciate oggi figura l’obbligo di presentare il certificato che sarà esteso a tutte le manifestazioni pubblicamente accessibili che si svolgono al coperto, così come a tutte le attività sportive e culturali amatoriali che si tengono al chiuso. L’eccezione per i gruppi fino a 30 persone viene così soppressa.

Vengono invece eliminate, considerato che coloro che volevano farsi vaccinare hanno potuto farlo, tutte le restrizioni di capacità decise in base alla legge Covid-19, soprattutto nei luoghi chiusi. Per gli eventi all’aperto, il limite per l’obbligo del Pass Covid scende da 1’000 e 300 partecipanti.

Per quanto riguarda il ricorso al Pass Covid, rispetto alle misure inviate martedì in consultazione c’è una importante novità: alle riunioni private – in famiglia o tra amici – in spazi chiusi alle quali partecipano più di 10 persone il certificato non sarà imposto; è comunque fortemente raccomandato.

Mascherina quasi ovunque

Altro provvedimento deciso dal governo: la mascherina dovrà essere portata negli spazi interni delle strutture pubblicamente accessibili, incluse le manifestazioni al chiuso ma non le riunioni private, in cui vige l’obbligo del certificato Covid.

Dove non è possibile mettere una mascherina protettiva sono previsti provvedimenti alternativi. Nei ristoranti si potrà consumare solo restando seduti. Nel caso in cui non si possa indossare la mascherina, per esempio durante attività culturali e sportive, vanno registrati i dati di contatto.

“2G”

Da notare anche che per tutte le strutture pubbliche soggette all’obbligo del certificato e tutte le manifestazioni al chiuso e all’aperto è inoltre prevista la possibilità di limitare l’accesso alle persone vaccinate e guarite (il cosiddetto dispositivo “2G”, dal tedesco “geimpft” e "genesen”) e di rinunciare all’obbligo della maschera. Questa misura è stata pensata anche per le discoteche, dove è difficilmente immaginabile di consumare restando seduti a un tavolo.

La possibilità del “2G” si giustifica col fatto che le persone vaccinate e guarite sono significativamente meno contagiose. In caso di infezione hanno inoltre una probabilità molto alta di essere protette da un decorso grave o dall’ospedalizzazione.

Per rendere facilmente identificabili le persone che dispongono di un certificato sanitario “2G”, l’app “Covid Cert” per smartphone sarà aggiornata. La nuova versione sarà pronta il 13 dicembre. Nel frattempo la verifica dovrà essere fatta manualmente.

Al lavoro ma non a scuola

È previsto anche un rafforzamento delle misure sul posto di lavoro. Per ridurre i contatti sul posto di lavoro viene fortemente raccomandato il telelavoro, ma non ci sarà alcun obbligo: i Cantoni e le parti sociali si sono espressi a larga maggioranza contro. Dal punto di vista epidemiologico una regola vincolante sarebbe tuttavia più efficace, afferma il governo. Altra novità: tutti i dipendenti devono indossare la mascherina negli spazi chiusi, se sono presenti più persone.

Il governo rinuncia invece ai test nelle scuole, visti i pareri contrari di 17 Cantoni su 26. L’esecutivo resta però convinto dell’efficacia dei test ripetuti allo scopo di interrompere le catene di trasmissione.

Circa la validità dei certificati sanitari ottenuti grazie a un tampone, solo quelli generati da un test rapido saranno valevoli 24 ore in meno (ossia 24 ore invece di 48). I test Pcr continuano a essere validi per 72 ore.

Doppio test per chi viaggia

Nella sua seduta il Consiglio federale ha anche modificato le disposizioni per l’entrata in Svizzera. Da domani saranno stralciati tutti i Paesi dall’elenco degli Stati e delle regioni per i quali vige l’obbligo della quarantena. Chi entra nel nostro Paese dovrà però sottoposti a un doppio test: uno Pcr prima dell’arrivo in Svizzera e un secondo – Pcr o antigenico rapido – tra il quarto e il settimo giorno dopo l’entrata. In questo modo si può identificare le persone che sono state contagiate poco prima o durante il viaggio. I costi del test sono a carico dei viaggiatori. L’obbligo non è previsto per chi entra in Svizzera dalle zone di confine.

Ai cittadini di Stati terzi non vaccinati che desiderano entrare nello spazio Schengen da Paesi o regioni considerati a rischio è vietata l’entrata in Svizzera per soggiorni temporanei senza attività lavorativa fino a 90 giorni in un periodo di 180 giorni, ad eccezione di determinate deroghe (casi di rigore). Questo vale in particolare per il turismo e i soggiorni di visita.

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