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24.11.21 - 15:29
Aggiornamento: 18:45

Misure anti-Covid nazionali, Berna decide di non decidere

Per il Consiglio federale, sulla base dei dati delle ospedalizzazioni, è ‘prematuro’ inasprire i provvedimenti a livello nazionale

Ats, a cura de laRegione
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Keystone

Non ci saranno, almeno per ora, nuove restrizioni a livello nazionale per combattere la pandemia di coronavirus. Lo ha deciso il Consiglio federale basandosi sui dati delle ospedalizzazioni. La decisione è stata influenzata anche dalle grandi differenze esistenti a livello regionale, dovute al tasso di vaccinazione non omogeneo.

Dalla metà di ottobre le infezioni sono in netto aumento, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione. Il numero giornaliero di casi ha registrato un nuovo picco annuale e lo sviluppo esponenziale prosegue (oggi sono stati annunciati 8’585 nuovi contagi, pari a un aumento superiore al 40% in una settimana, ndr).

Parallelamente continuano a crescere anche le ospedalizzazioni, seppure con un certo ritardo, soprattutto tra le persone più anziane. Gli ospedali rimangono dunque sotto pressione: a causa della variante Delta – che, oltre a essere molto più contagiosa di quelle precedenti, può anche portare a decorsi più gravi – le persone infette necessitano più spesso e più a lungo di cure intensive. A ciò si aggiunge la copertura vaccinale relativamente bassa e la maggiore permanenza al chiuso durante la stagione fredda.

Nella fase pandemica attuale si osservano tuttavia grandi differenze regionali: in alcuni cantoni il tasso di infezione è circa sei volte più elevato rispetto a quelli con un’incidenza bassa. Notevoli differenze esistono anche per quanto riguarda il numero dei ricoveri. Per il governo, il nesso tra tasso di vaccinazione e situazione epidemiologica “appare sempre più evidente”.

Nonostante ciò, il tasso globale di occupazione dei posti letto nei reparti di terapia intensiva con pazienti affetti da Covid-19 rimane relativamente basso. Tenendo conto anche delle differenze regionali, il Consiglio federale ritiene al momento “prematuro” inasprire i provvedimenti anti-Covid a livello nazionale.

La situazione rimane cionondimeno “critica” e potrebbe acuirsi ulteriormente nelle prossime settimane. La circolazione del virus tra i giovani potrebbe infatti portare a una maggiore trasmissione del Covid ai gruppi a rischio e a un aumento, “con ogni probabilità molto rapido”, delle ospedalizzazioni.

La tendenza può però essere invertita. Come? Con un cambiamento dei comportamenti della popolazione e un inasprimento dei provvedimenti a livello regionale. Incombe infatti in primis ai Cantoni la responsabilità di disporre i provvedimenti necessari per tenere sotto controllo la situazione. Tra questi, in primo luogo, l’estensione dell’obbligo della mascherina, in particolare nelle scuole, l’obbligo del telelavoro e le limitazioni della capienza.

In data odierna, il Consiglio federale ha pertanto rinnovato ai Cantoni che non vi abbiano già provveduto l’invito ad attuare le raccomandazioni sui test ripetuti e sulla protezione delle case di cura e per anziani e degli ospedali. Berna li esorta inoltre a preparare le strutture ospedaliere “a un nuovo forte sovraccarico”.

Qualora i provvedimenti cantonali non dovessero dare i loro frutti e non si osserverà un cambiamento dei comportamenti, il Consiglio federale proporrà un inasprimento dei provvedimenti a livello nazionale. Per farlo terrà anche conto della situazione negli ospedali.

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