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I familiari avevano sporto denuncia contro gli autori dell’indagine sulle violenze domestiche
23.11.21 - 18:32
Aggiornamento: 18:50

Dramma di Courfaivre, respinto il ricorso dei famigliari

I famigliari della donna accoltellata dal marito nell’ottobre del 2019 si opponevano al decreto di abbandono emanato dal procuratore straordinario

Porrentruy – La giustizia giurassiana ha respinto il ricorso della famiglia della donna accoltellata dal marito a Courfaivre (JU) nell’ottobre del 2019 contro il decreto di abbandono emanato dal procuratore straordinario. I famigliari della vittima avevano sporto denuncia per omicidio colposo e omissione di soccorso nei confronti di funzionari della Procura e della polizia.

In una sentenza pubblicata oggi la Camera penale d’appello ha giudicato che diverse condizioni di “punibilità” dell’omicidio colposo non erano state soddisfatte. Il procuratore straordinario Pierre Aubert, chiamato appositamente dal canton Neuchâtel, aveva archiviato il caso ritenendo che il rinvio degli interessati davanti a un tribunale non poteva che portare a un’assoluzione.

Uccisa dopo un’aggressione sessuale

Il dramma risale al 21 ottobre 2019. Poco più di una settimana prima, il 13 ottobre, la donna – madre di famiglia – aveva denunciato il marito per un’aggressione sessuale avvenuta la notte precedente sotto la minaccia di un’arma.

Tenendo conto dell’assenza di precedenti giudiziari e del fatto che non aveva mai commesso atti di violenza fisica o sessuale, eccetto quelli avvenuti a metà ottobre, il Ministero pubblico si era limitato a vietare all’uomo di entrare in contatto con la moglie e di avvicinarsi a lei. Le chiavi di casa gli erano state ritirate e le armi che possedeva sequestrate. Il marito aveva accettato tali misure e aveva lasciato il domicilio coniugale.

Denuncia per omicidio colposo

Qualche settimana dopo il dramma, le sorelle della defunta e suo figlio hanno inoltrato una denuncia per omicidio colposo e omissione di soccorso contro i funzionari della Procura e della polizia che non avevano posto in detenzione l’uomo nonostante i timori espressi dalla moglie.

I querelanti ritenevano questa mancata detenzione come la causa della tragedia avvenuta la settimana seguente. Secondo loro lo Stato non era riuscito a proteggere la madre di famiglia. La denuncia era stata sporta nei confronti dell’agente di polizia e della procuratrice che avevano condotto l’indagine sulle violenze domestiche.

“La Camera penale d’appello ammette che c’è stato un susseguirsi di errori, ma ritiene che questo non giustifica un rinvio al tribunale”, ha detto a Keystone-Ats Frédéric Hainard, avvocato della parte ricorrente. Il caso può essere portato davanti al Tribunale federale (Tf) entro 30 giorni.

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