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23.11.21 - 14:29
Aggiornamento: 15:49

La pandemia chiude i rubinetti della birra in Svizzera

Hanno pesato restrizioni e chiusure nei settori quali ristorazione, cultura, sport ed eventi. Vendite ridotte di quasi il 4,9% su base annua

Ats, a cura de laRegione
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(Ti-Press)

La pandemia taglia la sete, perlomeno quella di birra. Il coronavirus si conferma un fattore negativo sui consumi in Svizzera: nell’annata 2020/2021 (avviata nell’ottobre dell’anno scorso e conclusasi nel settembre 2021) le vendite si sono attestate a 4,4 milioni di ettolitri, il 4,9% in meno dei dodici mesi precedenti, quando già era stata registrata una flessione del 2,2%.

Hanno pesato le restrizioni e le chiusure nei settori della ristorazione, della cultura, dello sport e degli eventi, spiega in un comunicato odierno l’Associazione svizzera delle birrerie (Asb), che parla di “anno da dimenticare”. Anche perché al di là del Covid-19 anche la meteo ha messo i bastoni fra le ruote, offrendo una delle primavere più fredde degli ultimi 30 anni.

L’organizzazione calcola che sono stati bevuti 68 milioni di “Stangen” (le spinate da 3 decilitri molto popolari a Nord delle Alpi) in meno, numero che sale a 100 milioni se il confronto viene effettuato con il periodo pre-pandemico.

Sono calati sia lo smercio della produzione indigenza (-4,9% a 3,3 milioni di ettolitri) che le importazioni (-4,8% a 1,1 milioni). Continuano per contro ad aumentare le vendite della birra senz’alcol: il comparto segna +13%, con una quota di mercato che è salita al 5%.

Secondo l’Asb l’inizio della nuova annata 2021/2022 non è favorevole e le condizioni attuali, con l’aumento dei contagi Covid, danno da pensare. “C’è da sperare che il Consiglio federale non si trovi nuovamente costretto a tirare il freno a mano: un nuovo confinamento e il soffocamento di importanti canali di vendita distruggerebbe definitivamente l’esistenza di diversi birrifici”.

Fondata nell’aprile del 1877, l’Asb ha sede a Zurigo e conta oggi 30 aziende – nessuna delle quali nella Svizzera italiana – che producono 400 tipi di birra. Il ramo realizza un fatturato annuo di oltre 1 miliardo di franchi e comprende 50’000 posti di lavoro diretti o indiretti.

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