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22.11.21 - 14:48
Aggiornamento: 16:22
Ats, a cura de laRegione

Covid: seconda e terza ondata pesanti per il personale curante

Sovraccarico di lavoro, esaurimenti a livello emotivo e scarsa soddisfazione per le retribuzioni. È quanto emerge da un sondaggio su oltre 4mila sanitari

Durante la seconda e la terza ondata dell’epidemia di coronavirus il carico di lavoro del personale infermieristico è aumentato ulteriormente rispetto alla prima ondata. Parallelamente si è fatto molto più frequente l’esaurimento a livello emotivo, mentre è calata la soddisfazione per le retribuzioni.

È quanto emerge da un sondaggio realizzato alla fine dell’estate di quest’anno dall’Università di Berna su oltre 4’000 infermieri in 26 ospedali svizzeri.

Tra le principali cause l’aumento del carico di lavoro come pure la necessità di dover svolgere i compiti sotto una maggiore pressione del tempo: tutto ciò ha avuto un impatto sia sul corpo, sia sulla psiche del personale curante. Particolarmente colpiti gli infermieri del Pronto soccorso e delle terapie intensive: in quelle unità il carico di lavoro è aumentato del 61% durante la seconda e terza ondata rispetto al 2019, mentre in altri reparti l’incremento è stato del 3%.

La soddisfazione per il lavoro svolto è diminuita tra gli infermieri rispetto alla prima ondata (-6,7%), così come il loro appagamento per lo stipendio percepito (-9,4%). Se si considera l’intera pandemia, la soddisfazione sul lavoro è diminuita circa del 6% rispetto al 2019, mentre l’appagamento per lo stipendio di oltre il 15%.

Secondo lo studio, questa crescente insoddisfazione porta a un aumento del rischio che gli infermieri lascino la professione: dopo la seconda e la terza ondata, gli interpellati hanno dichiarato in media di avere l’81% di probabilità di continuare a esercitare la professione infermieristica tra due anni. Prima dello scoppio della pandemia, la quota era dell’88%. “Per un campo professionale che sta già soffrendo di una drastica carenza di lavoratori qualificati, un calo di 7 punti percentuali è molto”, sottolineano gli autori dello studio.

Dall’indagine emerge che ci sono diverse misure che possono influenzare positivamente la soddisfazione lavorativa degli infermieri. Queste includono lodi esplicite da parte dei superiori così come ricompense per il lavoro durante la pandemia, un maggiore apprezzamento della professione infermieristica tra il pubblico, spazio per il processo decisionale sul lavoro, e un’atmosfera di lavoro cooperativo tra infermieri e medici.

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