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09.11.21 - 09:08
Aggiornamento: 10:22

Lo zoccolo duro dei no-vax mostra segni di cedimento

Secondo un sondaggio di Comparis in Svizzera tedesca, la percentuale di oppositori della vaccinazione è scesa dal 12 al 10% dal 2019 ad oggi

Ats, a cura de laRegione
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(Keystone)

La pandemia di coronavirus non ha praticamente cambiato l’atteggiamento generale verso le vaccinazioni. Lo zoccolo duro dei contrari alle immunizzazioni è addirittura sceso leggermente dal 12 al 10% negli ultimi due anni.

È quanto emerge da un sondaggio pubblicato oggi dal servizio di comparazione Comparis.

Realizzata lo scorso ottobre dall’istituto di ricerche di mercato innofact su in campione di 714 persone nella Svizzera tedesca, l’indagine ha rivelato che solo il 15% degli intervistati ha cambiato in modo marcato o molto marcato il proprio atteggiamento sui vaccini nel corso della pandemia di Covid-19. Il 54% non ha invece modificato affatto o soltanto in misura limitata il proprio atteggiamento.

L’argomento principale degli oppositori della vaccinazione continua ad essere l’idea che è meglio superare una malattia e rafforzare il proprio sistema immunitario piuttosto che vaccinarsi. “Questo è però un malinteso. I vaccini servono infatti ad eradicare le malattie, perlomeno a livello regionale”, afferma citato in una noto l’esperto di salute di Comparis, Felix Schneuwly.

Il dibattito sulla vaccinazione contro il coronavirus ha mostrato che l’informazione è importante. Tuttavia, questo non convince lo zoccolo duro degli oppositori della vaccinazione. A ciò hanno contribuito anche i produttori di vaccini e le autorità, che hanno alzato troppo le aspettative. E che in alcuni punti sono ora costretti a fare marcia indietro.

Le conoscenze sulle vaccinazioni sono comunque aumentate considerevolmente nella popolazione durante la pandemia. Nel 2019, il 17% degli intervistati non sapeva contro quali malattie fosse vaccinato. Nell’ottobre 2021, questa proporzione è scesa al 7%.

L’indagine ha anche mostrato che le persone che si sono fatte immunizzare contro il coronavirus hanno una probabilità significativamente maggiore di essere vaccinate anche contro altre malattie, in particolare contro l’influenza, il papillomavirus (HPV) e il tifo.

“Mi avrebbe molto sorpreso se le persone generalmente scettiche sui vaccini fossero risultate meno scettiche sui vaccini contro il Covid”, afferma in proposito Felix Schneuwly.

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