laRegione
30.09.21 - 15:00

Approvata al Nazionale la legge contro gli abusi nei fallimenti

La revisione della legge è volta a evitare che si possa approfittare del fallimento di un’impresa per sottrarsi agli obblighi

Ats, a cura de laRegione
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Un fallimento dovrebbe dare a una società la possibilità di riprendersi, ma impedire a un imprenditore di farla franca in materia di obblighi verso i creditori e i collaboratori. È quanto prevede la legge contro gli abusi in ambito fallimentare approvata oggi dal Consiglio nazionale con 137 voti contro 48.

La revisione si prefigge di evitare che le persone approfittino del fallimento di un’impresa per sottrarsi ai loro obblighi, scaricandoli sulle assicurazioni sociali. La legge attuale permette già di sanzionare gli abusi nel fallimento. Tuttavia, i creditori spesso si astengono dal perseguire gli abusi perché confrontati con ostacoli quasi insormontabili.

Dato che solo una piccola percentuale dei fallimenti è abusiva, la revisione prevede misure mirate che non ostacolano la libertà imprenditoriale, ha sottolineato Sidney Kamerzin (Centro/VS) a nome della commissione. Durante il dibattito di entrata in materia nessun gruppo parlamentare ha negato la necessità di agire. L’Udc si è tuttavia opposta al disegno di legge, definendolo inefficace.

Durante le discussioni i consiglieri nazionali hanno mantenuto una divergenza con gli Stati in merito alla possibilità attualmente offerta alle imprese di non sottoporsi alla revisione limitata dei loro conti (opting out). I “senatori” vorrebbero che la decisione di opting out fosse soggetta a rinnovo ogni due anni, al momento della presentazione dei conti annuali al registro di commercio.

Hans-Ueli Vogt (Udc/ZH), a nome della commissione, ha definito tale obbligo “sproporzionato”. Questa soluzione creerebbe un “mostro burocratico”, ha aggiunto Philipp Matthias Bregy (Centro/VS). Per Judith Bellaiche (Pvl/ZH) la burocrazia che colpisce le imprese è già sufficiente, e le poche semplificazioni amministrative a loro disposizione non dovrebbero essere eliminate.

Il dossier torna agli Stati per l’esame delle divergenze.

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