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28.09.21 - 19:25
Aggiornamento : 19:53

Da politica e associazioni timida soddisfazione per i premi

Lo stop agli aumenti di cassa malati fa piacere, ma molti ricordano che i problemi restano, dalle riserve eccessive all’aumento dei costi sanitari

Soddisfatti a metà. È un po’ questo l’umore della politica e delle associazioni di categoria di fronte all’annuncio che i premi di cassa malati rimarranno sostanzialmente stabili. Di “buona notizia” parla l’Organizzazione svizzera dei pazienti, con lo stesse parole usate dal Ppd-il Centro. Contenti anche i Verdi liberali e il Partito socialista, che lo ritiene il risultato delle pressioni esercitate dalla politica e dalla cittadinanza sugli assicuratori. Tuttavia, scrive il Ps in un comunicato, costoro “sono ancora seduti su oltre 12 miliardi di franchi di riserve che possono ridurre senza che ciò minacci la loro solvibilità”.

Anche la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della sanità – nata nel 1919 nel pieno di un’altra pandemia, quella di spagnola – tocca il tasto delle riserve, e ricorda che se i premi sono stabili è anche perché molti assicurati scelgono un’offerta limitata e con franchigie elevate, col risultato di esporsi a forti spese private. L’associazione dei medici Fmh invita poi a non sacrificare sull’altare del risparmio la qualità delle cure, privilegiando ai tagli indifferenziati un approccio di sostegno alle famiglie più deboli dal punto di vista socioeconomico.

Sul fronte del lavoro, l’Unione sindacale svizzera parla di “piccolissima schiarita”. L’Associazione consumatori della Svizzera italiana (Acsi) ricorda che “i problemi restano”: “Rimane quindi immutata la necessità di continuare a intervenire sulla riduzione delle riserve e dei costi, sia attraverso una diminuzione delle tariffe che sul fronte della quantità di prestazioni”, tanto più che “secondo le stime dell’Oms il 30% delle spese è destinato a trattamenti sanitari i cui benefici non sono stati dimostrati scientificamente”.

Prendono la parola anche SantéSuisse e Curafutura, le associazioni mantello delle casse malati, ricordando che nel primo semestre del 2021 i costi sanitari sono comunque aumentati del 4% a livello svizzero, sicché per risparmiare bisognerà tirare la cinghia. Curafutura ricorda anche l’importanza di introdurre il nuovo tariffario per le prestazioni mediche, e come SantéSuisse conta su decisioni politiche per la promozione dei farmaci generici. Infine secondo H+, che rappresenta ospedali e cliniche pubbliche e private, il calo dei costi registrato durante la pandemia sarebbe fittizio: non terrebbe in conto i “sacrifici” delle strutture che si sono dovute convertire alla lotta al Covid-19, perdendo nella primavera 2020 ricavi non ancora completamente rimborsati. ATS/L.E.

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