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28.09.21 - 12:17
Aggiornamento: 18:29

Sì del Nazionale al certificato Covid per Palazzo federale

Dopo gli Stati, anche la Camera del popolo approva l’introduzione dell’obbligo del certificato per l’accesso al Parlamento

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(Keystone)

Dopo gli Stati ieri, anche il Consiglio nazionale è dell’opinione che per entrare a Palazzo federale dovrà essere obbligatorio presentare un certificato Covid valido, così come previsto anche per ristoranti, palestre o cinema.

Al termine di un breve dibattito, la Camera del popolo ha adottato una modifica della Legge sull’Assemblea parlamentare per 146 voti a 27 e 17 astensioni. Affinché quest’obbligo possa entrare in vigore al più presto, ossia il 2 di ottobre, i due rami del Parlamento dovranno approvare il carattere urgente di tale modifica.

Il presidente del Consiglio nazionale, Andreas Aebi (UDC/BE), ha tenuto ad informare il plenum che, dall’entrata in vigore del provvedimento, le carte d’accesso dei parlamentari saranno disattivate e che i deputati potranno accedere a palazzo dall’entrata riservata ai visitatori. Tuttavia, il tesserino d’entrata verrà riattivato non appena avranno fatto controllare il loro certificato Covid dai servizi del Parlamento. L’obbligo rimarrebbe in vigore fino al 31 dicembre 2022, con la possibilità di revoca se la situazione dovesse migliorare.

Per quanto attiene alla discussione in aula, diversi oratori hanno sostenuto l’introduzione di quest’obbligo, per qualcuno giunto addirittura troppo tardi, essenzialmente per due motivi: non dare l’impressione che i deputati godano di privilegi rispetto alla popolazione e dare il buon esempio.

Ma c’è anche un aspetto pragmatico evocato da numerosi deputati: il certificato Covid, ottenibile dopo essersi vaccinati, guariti o in caso di test negativo, dovrebbe facilitare il lavoro della camera, sbarazzandosi finalmente di mascherine e protezioni in plexiglas, come ricordato a nome della commissione anche da Greta Gysin (Verdi/TI), la quale ha anche sottolineato un aspetto non secondario della faccenda: proteggere la propria salute e quella degli altri da un’infezione di coronavirus.

Ciò non significa che anche col certificato non ci si possa infettare o ammalare, ha ammesso a una domanda di Lorenzo Quadri (Lega/TI), ima l decorso della malattia risulta assai meno grave.

Uniche voci fuori dal coro, diversi esponenti dell’UDC hanno approfittato dell’occasione per criticare l’obbligo del certificato e, in generale, le restrizioni mantenute dal Consiglio federale nonostante una situazione pandemica in miglioramento.

Rispetto al progetto iniziale, anche il Nazionale, come gli Stati ieri, ha accettato l’idea secondo cui i membri delle Camere federali senza certificato potranno accedere a Palazzo se portano una mascherina di protezione, e ciò per consentire loro di poter partecipare ugualmente ai dibattiti e alle sedute di commissione o ad altre attività. Tale aggiunta è la risposta alle critiche, specie dei democentristi, che l’obbligo del certificato avrebbe impedito ai parlamentari eletti dal popolo di esercitare il proprio mandato.

Il certificato è obbligatorio a partire dai 16 anni. Anche le persone non vaccinate e quelle non guarite potranno ottenere il lasciapassare eseguendo un test salivare due volte a settimana. Alle persone che devono necessariamente essere presenti nel palazzo del Parlamento saranno rimborsati i costi di eventuali test.

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