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Keystone
Regazzi
Svizzera
23.09.21 - 15:200

‘La Confederazione assuma i danni causati dai lupi’

Il Consiglio nazionale ha accolto una mozione di Fabio Regazzi (Centro) che chiede di correggere una ripartizione dei costi giudicata ‘iniqua’

Berna – La Confederazione dovrebbe assumere integralmente i danni causati da specie di selvaggina protette, quali i lupi. Il Consiglio nazionale ha accolto oggi – con 106 voti contro 85 e 3 astenuti – una mozione in tal senso di Fabio Regazzi (Centro/TI). Gli Stati devono ancora pronunciarsi.

Attualmente i danni provocati da linci, lupi, orsi e sciacalli dorati vengono presi a carico dalla Confederazione nella misura dell’80%, mentre quelli causati da aquile, castori e lontre nella misura del 50%. I Cantoni si assumono i costi restanti.

Ripartizione iniqua

Secondo Regazzi, si tratta di una ripartizione che appare iniqua. Non si vede infatti per quale motivo le autorità cantonali debbano assumersi dei costi per danni causati da specie che risultano protette per volontà del legislatore federale.

Inoltre, stando al parlamentare ticinese, i Cantoni devono comunque già sopportare tutta una serie di costi legati alla gestione di questi casi, come gli accertamenti, le indagini, i monitoraggi ecc.

Ripartizione non contestata nel 2019

A suo avviso, l’aumento dei danni è legato alla crescita della popolazione di queste specie protette. “Il mio testo risale al 2019 ed evocava una cinquantina di lupi. Oggi se ne contano il doppio. Si tratta di una crescita esponenziale”, ha sottolineato Regazzi.

La revisione della legge sulla caccia è stata adottata dal Parlamento nel settembre 2019, ha ricordato dal canto suo la ministra dell’ambiente Simonetta Sommaruga. Il sistema attuale secondo cui la Confederazione e i Cantoni si assumono insieme il risarcimento dei danni non è stato rimesso in discussione, ha aggiunto.

“Se si vuole adeguare questo principio, occorre modificare la legge. Tuttavia il Consiglio federale non può modificare un’ordinanza che è contraria alla legge”, ha precisato invano la consigliera federale. Ma il plenum non l’ha seguita e al voto ha sostenuto a larga maggioranza la mozione Regazzi.

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