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31.08.21 - 15:10
Aggiornamento: 18:52

L’esercito svizzero: neutralità carbonica entro il 2050

Viola Amherd presenza le nuove direttive ambientali del Dipartimento federale della difesa. Previste spese per 650 milioni di franchi fino al 2030.

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Keystone
Viola Amherd

Berna – La consigliera federale Viola Amherd vuole rafforzare l'impegno del suo Dipartimento della Difesa per la tutela ambientale. In particolare mira a ridurre del 40% le emissioni di CO2, con più energie rinnovabili e carburanti sostenibili, e raggiungere un bilancio di CO2 equilibrato entro il 2050.

Le nuove linee direttive ambientali del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), che sostituiscono quelle del 2004, sono state presentate oggi da Amherd nella piazza d'armi di Chamblon (VD), alla periferia di Yverdon-les-Bains. Prevedono singoli piani d'azione soprattutto per proteggere la natura, risparmiare risorse e ridurre le emissioni. Il prossimo anno saranno disponibili anche in altri settori come ad esempio l'inquinamento fonico, del suolo o delle acque. Per attuare tutte le misure del "Piano d'azione Energia e Clima DDPS", il dipartimento prevede di spendere circa 650 milioni di franchi fino al 2030.

Una sessantina di misure

Il DDPS ricorda in un comunicato odierno che l’esercito - con oltre 11'000 posti di lavoro a tempo pieno, 24'000 ettari di terreno, 7000 edifici e impianti - ha un fabbisogno energetico annuo di circa 3700 tetrajoule (TJ = 10'000 miliardi di Joule), ossia circa quanto le città di Sciaffusa o Neuchâtel, e produce oltre 200'000 tonnellate all'anno di emissioni di CO2.

Il primo "Piano d'azione Energia e Clima DDPS" mira, al più tardi entro il 2050, ad ottenere un bilancio di CO2 equilibrato e coprire il fabbisogno energetico prevalentemente con fonti rinnovabili di propria produzione, nella quantità più ampia possibile. E le misure da attuare - una sessantina da applicare entro il 2030 - richiedono soprattutto l'impegno dell'esercito, che sprigiona il 98% delle emissioni di anidride carbonica di tutto il Dipartimento.

Le priorità: trasporti e immobili

Le maggiori fonti di emissioni sono i trasporti e gli immobili. Per i veicoli a motore si vuole ridurre il consumo di carburanti fossili sostituendoli dove possibile con alternative elettriche. Il DDPS esamina poi l'impiego di carburanti sostenibili sia per i veicoli a motore che per i vari velivoli. Riguardo agli edifici, entro il 2030 tutti i riscaldamenti a nafta saranno sostituiti da sistemi di riscaldamento alternativi. Per produrre corrente in proprio, su tutte le superfici adatte dei tetti e delle facciate saranno installati impianti fotovoltaici.

Il nuovo piano d'azione sostituisce quello già in vigore dal 2004, che prevedeva fra l'altro entro il 2020 di aumentare del 50% rispetto al 2001 la quota delle energie rinnovabili utilizzate e di ridurre del 20% le emissioni di CO2. Gli obiettivi - sottolinea il DDPS - sono stati raggiunti e in parte anche superati.

Da 20 anni anche il programma "Natura-Paesaggio-Esercito" (NPEs) ha dato i suoi frutti: nelle aree militari ora si osserva una concentrazione superiore alla media di specie di uccelli e piante inserite nella lista rossa di quelle minacciate. Inoltre si incontrano più spesso la maggior parte delle specie di uccelli tipiche delle zone agricole rispetto alle zone rurali adiacenti.
 
 

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