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26.08.21 - 14:22
Aggiornamento: 20:44

Nel 2022 i conti della Confederazione tornano nelle cifre nere

Il Consiglio federale stima un'eccedenza di 23 milioni di franchi per l'anno prossima. Ma mette le mani avanti: nessun ritorno delle vacche grasse

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Il capo del dipartimento federale delle finanze, Ueli Maurer (Keystone)

La Confederazione dovrebbe ritrovare l'equilibrio finanziario nel 2022, dopo gli sconquassi causati dalla pandemia di coronavirus. È quanto indica una nota odierna del Consiglio federale, che stima un'eccedenza ordinaria di 23 milioni di franchi.

Poiché si tratta di un bilancio appena in equilibrio, il governo mette in guardia coloro che credono in un ritorno delle vacche grasse: non ci sarà infatti spazio di manovra per coprire nuove spese.

Oltre al budget ordinario, l'esecutivo prevede spese straordinarie di 925 milioni per la lotta alla pandemia. Il bilancio è destinato a coprire le perdite sulle fideiussioni garantite alle imprese in difficoltà a causa del virus e l'acquisto di vaccini.

L'utile supplementare distribuito dalla Banca nazionale svizzera è incluso nei ricavi straordinari. È fissato a un massimo di 1,3 miliardi

In totale, le entrate del preventivo 2022 sono stimate in 78,6 miliardi, in crescita del 3,3%. L'aumento è dovuto in particolare all'imposta federale diretta, le cui maggiori entrate dovrebbero essere generate soprattutto dalle imprese attive nel settore finanziario e farmaceutico, ampiamente risparmiate dalla crisi attuale.

Le spese, invece, sono stimate in flessione del 4,8% a 78 miliardi. La contrazione si spiega soprattutto con le minori uscite correlate alla pandemia. Escludendo quest'ultima, la spesa è in aumento del 2,1%. Tuttavia, l'incremento delle uscite dovrebbe essere inferiore alla crescita dell'economia e delle entrate. L'aumento delle uscite riguarda tutti i settori tranne l'agricoltura.

Il preventivo 2022 dovrebbe quindi chiudere con un'eccedenza di finanziamento di 600 milioni. Tale somma sarà utilizzata per ridurre il debito contratto con le uscite straordinarie imputabili alla pandemia.

Ricordiamo che, ieri, il Consiglio federale ha deciso che per ridurre il debito straordinario - a fine 2022 il disavanzo del bilancio straordinario ammonterà a circa 25 miliardi - della Confederazione non si farà ricorso a programmi di risparmio. Le due opzioni inviate in consultazione fino al 28 novembre prevedono una riduzione a medio termine mediante future eccedenze di finanziamento oppure la riduzione di solo metà del debito. Le distribuzioni supplementari della BNS saranno pure utilizzate per ridurre il disavanzo.

All'inizio del prossimo anno, quando le conseguenze della pandemia sul bilancio saranno più chiare, l'esecutivo deciderà quale variante proporre al Parlamento. Il messaggio sarà presentato verosimilmente in primavera del 2022. La modifica potrebbe quindi entrare in vigore a inizio 2023.

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