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02.08.21 - 18:02
Aggiornamento: 18:48

Attivisti pro-clima occupano sedi Ubs e Credit Suisse, 83 arresti

Circa duecento manifestanti in azione a Zurigo contro gli investimenti in petrolio, gas e carbone. Lo sgombero si è svolto pacificamente

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La protesta (Keystone)

Stamattina circa 200 attivisti per il clima hanno invaso la Paradeplatz e la Banhofstrasse a Zurigo bloccando le entrate delle sedi di Credit Suisse e di UBS per protestare contro gli investimenti delle due grandi banche nei combustibili fossili. La polizia ha sgomberato i blocchi e arrestato 83 persone.

I manifestanti hanno ostruito il passaggio con barili, file di biciclette e sedendosi a terra e attirato l'attenzione con canti, cori e striscioni. "L'azione ha avuto successo e si è svolta in tutta sicurezza", ha dichiarato Frida Kohlmann, portavoce per la settimana d'azione Rise Up for Change.

La polizia è intervenuta sul posto in forze, ha dato dieci minuti di tempo ai dimostranti per andarsene e alle 8.30 ha iniziato a sgomberare l'ingresso del Credit Suisse sulla Paradeplatz. L'azione si è svolta pacificamente: alcuni degli attivisti sono partiti senza opporre resistenza, altri hanno opposto resistenza passiva e sono stati portati via di peso. Una trentina di persone è stata temporaneamente fermata, secondo la polizia cittadina. Un'ora dopo gli agenti hanno liberato anche l'ingresso dell'UBS, dove alcuni dimostranti si erano barricati dietro una barriera fatta di biciclette incatenate insieme. Più tardi in mattinata, un altro blocco davanti all'UBS sulla Bahnhofstrasse è stato rimosso. Gli attivisti avevano eretto delle costruzioni in legno che sono state abbattute dai vigili del fuoco.

Poco dopo le 13.30 l'operazione di polizia era conclusa: 64 degli arrestati saranno segnalati alla procura, 19 alla procura dei giovani, 47 sono donne e 36 uomini.

Stando a un comunicato degli attivisti, "le istituzioni finanziarie svizzere, soprattutto Credit Suisse, UBS e la BNS, investono miliardi in aziende che estraggono e bruciano petrolio, carbone e gas" mentre la gente muore per gli effetti della crisi climatica, come le inondazioni o incendi. "Credit Suisse ed UBS hanno finora fatto tutto tranne che reagire adeguatamente alla crisi climatica" e l'azione odierna serve ad attirare l'attenzione sulle conseguenze della loro inazione, ha spiegato Kohlmann, citata nel comunicato. "Ricorriamo quindi consapevolmente a forme di disobbedienza civile pacifica per agire contro questo sistema finanziario che distrugge il clima. Per evitare il peggio, chiediamo che le istituzioni finanziarie svizzere si ritirino immediatamente da tutti gli investimenti nelle energie fossili", ha aggiunto Guillaume Durin, portavoce del movimento.

La settimana d'azione "Rise Up for Change" a favore del clima è iniziata venerdì a Zurigo, con l'allestimento di un "campo climatico" nella zona dell'ex stadio dell'Hardturm. L'obiettivo, hanno spiegano gli organizzatori, è di "mettere le istituzioni finanziarie svizzere su una traiettoria sociale e climatica".

Nel corso della settimana sono previsti incontri, workshop, concerti, momenti di svago e di discussione incentrati sulla responsabilità climatica della piazza finanziaria. La prima parte della settimana d'azione si svolge a Zurigo, la seconda a Berna e avrà nel mirino in particolare la Banca Nazionale Svizzera (BNS), il governo, i cantoni, nonché l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA). Il prossimo 6 agosto è prevista una manifestazione di chiusura nella Città federale.

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