laRegione
02.07.21 - 15:19

Studi medici mezzi vuoti in Svizzera con la pandemia

Nove ambulatori privati su dieci hanno dovuto ridurre la loro attività o chiudere temporaneamente, uno su cinque ha chiesto aiuti sotto forma di liquidità.

studi-medici-mezzi-vuoti-in-svizzera-con-la-pandemia
Keystone
Anno difficile anche per gli studi medici

Neuchâtel – Nel 2020, a causa della pandemia, nove studi medici su dieci hanno dovuto ridurre la loro attività o chiudere temporaneamente. Un terzo ha dovuto ricorrere al lavoro ridotto e quasi un quinto ha chiesto aiuti sotto forma di liquidità.

È quanto indica l'ultima rivelazione dei dati strutturali degli studi medici e dei centri ambulatoriali realizzata dall'Ufficio federale di statistica (UST) tra novembre 2020 e aprile 2021. Tra metà marzo e fine aprile 2020, gli studi medici hanno dovuto sospendere gli interventi e i trattamenti non urgenti, ricorda l'UST in un comunicato odierno.

In quel periodo, il 73% degli studi hanno subito una riduzione dell'attività e il 9% ha chiuso temporaneamente. Ad essere colpiti maggiormente sono stati quelli di medicina specialistica con attività chirurgica: il 94% ha dovuto ridurre o interrompere l'attività. Il settore meno colpito è stato quello degli studi di psichiatria con il 66% interessato dalla situazione, secondo le cifre dell'UST.

Gli studi di medicina specialistica con attività chirurgica sono stati i più colpiti anche da maggio in poi, quando si è parzialmente tornati alla normalità: per il 59% di essi, l'attività è rimasta al di sotto di quella di un anno abituale. Soltanto il 28% delle pratiche psichiatriche si sono trovate in questa situazione.

Ricorso al lavoro ridotto

Gli aiuti sotto forma di liquidità e il lavoro ridotto sono state le misure più utilizzate per affrontare le difficoltà economiche legate alla pandemia. Tra marzo e ottobre 2020, il 35% degli studi medici ha fatto ricorso al lavoro ridotto. Dei prestiti Covid hanno beneficiato il 18% degli studi e solo il 2% di essi ha dovuto effettuare licenziamenti.

Fra i medici indipendenti che hanno temporaneamente smesso di lavorare tra metà marzo e fine aprile 2020, senza ritornare poi al livello di attività di un anno normale tra maggio e ottobre, il 60% ha fatto ricorso ad almeno una di queste tre misure: lavoro ridotto, aiuti sotto forma di denaro o indennità per perdita di guadagno (casi di rigore).

Sostegno agli ospedali

Nella fase iniziale della pandemia, l'attività ospedaliera è stata particolarmente intensa, con un grande afflusso di pazienti. Da metà marzo a fine aprile dell'anno scorso, nel 14% degli studi medici uno o più professionisti hanno ridotto o interrotto temporaneamente la loro attività per sostenere gli ospedali.

Gli studi medici della regione del lago Lemano e dell'Espace Mittelland hanno contribuito maggiormente a questo sforzo, rispettivamente con il 18% e il 16%.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Svizzera
Ecuador
1 ora
Affonda barca alle Galapagos, svizzeri a bordo: vi sono morti
Secondo le autorità, quattro persone sono decedute e altre quattro risultano disperse: nessuna indicazione per ora sulla sorte dei cittadini elvetici
Svizzera
2 ore
Piano salvataggio aziende elettriche, eliminate divergenze
Il Consiglio federale ha redatto un progetto di legge così da equipaggiarsi precauzionalmente contro un eventuale collasso del sistema
Svizzera
2 ore
Allarme per le piccole medie imprese: ‘Bollette sestuplicate’
Preoccupazione per l’associazione di categoria attiva nell’industria delle macchine, elettrotecnica e metallurgica
Svizzera
2 ore
Sei indebitato? Avrai (forse) una seconda chance
Chiesti miglioramenti sul progetto di legge del Consiglio federale che mira a sostenere le persone in difficoltà finanziarie
Svizzera
4 ore
Ecco come hanno votato gli italiani in Svizzera
Il Partito democratico perde la leadership dei voti di lista, ma il risultato a livello di coalizione presenta alcune sorprese rispetto al voto in Italia
Svizzera
20 ore
‘Altri modelli da discutere in vista della prossima riforma’
A colloquio con Jerôme Cosandey di Avenir Suisse sulle prospettive future del primo pilastro dopo il risicato sì popolare ad Avs 21
Svizzera
23 ore
Domenica di bocciature a livello cantonale
La bocciatura più sonora, col 71,5% dei no, va al credito che il Canton Lucerna voleva dare alla Guardia Pontificia in Vaticano
Svizzera
1 gior
Allevamento intensivo: il no è netto
La bocciatura dell’iniziativa va oltre le previsioni: il 62,86% dei votanti ha infatti detto no
Svizzera
1 gior
Imposta preventiva: respinta dal 52% dei voti
Malgrado il testa a testa, alla fine prevale il no
Svizzera
1 gior
Riforma AVS: le donne andranno in pensione a 65 anni
La modifica della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti approvata per un soffio: sì al 50,6%
© Regiopress, All rights reserved