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I ‘senatori’ non vogliono regole che li riguardino
31.05.21 - 18:49

Soldi e politica, il Parlamento vuole più ‘trasparenza’

Accordo sulle soglie e i controlli a campione. Ma i ‘senatori’ si chiamano fuori. I promotori pronti a ritirare l’iniziativa popolare.

Berna – Permane una differenza, anche se di peso, tra i due rami del Parlamento in merito alla pubblicazione dei finanziamenti per l'elezione dei politici o l'organizzazione delle campagne di votazione: per 25 voti a 19, il Consiglio degli Stati ha deciso di non estendere tale obbligo anche all'elezione dei "senatori". Su tutti gli altri aspetti del controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Più trasparenza nel finanziamento della politica", gli Stati si sono adeguati al Consiglio nazionale per quanto riguarda l'ammontare dei contributi (a partire da 15mila franchi) e il finanziamento delle campagne di votazione (50mila franchi).

Oltre a ciò, come chiedeva il Nazionale, il plenum ha accolto l'idea di controlli a campione sulla correttezza dei dati soggetti all'obbligo di pubblicità.

Competenza cantonale 

Su un punto importante, però, i "senatori" hanno preferito seguire una proposta di minoranza inoltrata da Thomas Hefti (Plr/Gl), secondo cui la pubblicità per l'elezione dei Consiglieri agli Stati deve rimanere di competenza cantonale, dal momento che i rappresentanti a Berna vengono eletti secondo le regole dei Cantoni.

Come illustrato da Charles Julliard (Centro/Ju), si tratta di rispetto del federalismo e delle istituzioni cantonali, le quali in alcuni casi applicano già regole sulla trasparenza dei finanziamenti alla politica. Vi è il rischio che un cantone debba adeguare, inasprendo o allentato, le proprie prescrizioni.

La proposta del Nazionale prevede la pubblicità dei finanziamenti per i "senatori" se superano i 50mila franchi dopo la loro elezione, e non prima come nel caso dell'elezione del Consiglio nazionale. Tale soluzione, secondo il relatore della commissione, Daniel Fässler (Centro/Ai), ha invece il vantaggio di essere conforme alla Costituzione - proprio perché prevede la pubblicazione ex post - e piace anche al comitato di iniziativa, dettosi pronto a ritirare la propria proposta qualora fosse passata la versione del Nazionale della legge.

Consiglio federale contrario

Tra i fautori di questa soluzione, Carlo Sommaruga (Ps/Ge) ha affermato che bisogna tenere conto anche della popolazione, molto più sensibile alla trasparenza della politica, che non potrebbe capire per quale motivo ci sono Cantoni che hanno regole in materia per l'elezione dei loro rappresentanti al Consiglio degli Stati e altri che non ne hanno o ne applicano di diverse.

Al voto, come anticipato, l'ha spuntata la minoranza "federalista", nonostante la raccomandazione contraria della commissione preparatoria, sostenuta anche dalla consigliera federale, Karin Keller-Sutter (Plr).

Il dossier ritorna alla Camera del popolo per questa divergenza. L'obiettivo è terminare l'esame del controprogetto durante la sessione estiva in corso.

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