laRegione
28.05.21 - 20:23

Ginevra, uccise e stuprò una dottoressa: 7 anni di carcere

L'uomo, cittadino finlandese, schizofrenico e paranoico, ha profanato il corpo della vittima mentre era viva, ma anche una volta morta

Ats, a cura de laRegione
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L'uomo verrà internato (Ti-Press)

 Un 34enne è stato condannato oggi a sette anni di reclusione e all'internamento dalla Corte delle assise correzionali di Ginevra. L'uomo, la cui responsabilità è fortemente limitata, è stato giudicato colpevole dell'omicidio e dello stupro di una dottoressa di 26 anni in circostanze atroci. I fatti sono agghiaccianti e indicibili, ha detto Fabrice Roch, presidente del tribunale. L'uomo, cittadino finlandese, ha profanato il corpo della vittima mentre era viva, ma anche una volta morta. Il condannato non era presente quando è stato pronunciato il verdetto. Il presidente lo ha fatto allontanare dall'aula perché leggeva una dichiarazione incoerente in inglese e si rifiutava di stare zitto. Molto agitato, era già stato espulso dal tribunale due volte ieri. Secondo la corte, non c'è dubbio che la vittima sia stata uccisa da quest'uomo. Il Dna e le impronte trovate nell'appartamento della giovane donna, così come i graffi sul viso dell'assassino escludono l'intervento di una terza persona.

Scemata imputabilità

Il tribunale lo ha riconosciuto colpevole di omicidio intenzionale con circostanza aggravante, violenza carnale, perturbamento della pace dei morti, coazione, sequestro di persona e rapimento nonché di furto. La pena tiene conto della scemata imputabilità dell'uomo all'epoca dei fatti. Il 34enne soffre di schizofrenia paranoide. Malato da diversi anni ma ostile alle cure, l'uomo, che si sentiva perseguitato, ha vagato per il nord Europa in una sorta di "viaggio patologico" prima di arrivare a Ginevra il 13 marzo 2018 a bordo di un veicolo rubato. Il giorno stesso è riuscito a entrare nell'appartamento della vittima situato nella zona centrale della città.

"Disumanità dell'assassinio"

La giovane medico era tornata a casa dopo una giornata di lavoro. L'uomo l'ha colpita duramente sul viso e sul corpo e l'ha violentata. Poi l'ha strangolata. Il tribunale ha sottolineato la "disumanità" dell'assassino, che non conosceva la sua vittima. L'individuo ha poi compiuto atti sessuali sul cadavere. Il corpo della donna è stato scoperto il giorno dopo. La polizia ha arrestato l'assassino, che si trovava ancora nell'edificio. Quest'ultimo ha contestato i fatti. Il tribunale ha tenuto conto di alcuni punti della sua prima dichiarazione dopo l'arresto, anche se è palese che era segnata dal "sigillo della malattia", ha detto Roch.

Seguita la richiesta del procuratore

Il procuratore generale, che aveva chiesto sette anni di reclusione, sospesi in favore della misura dell'internamento, è stato seguito in tutto e per tutto. I giudici hanno anche pronunciato un'espulsione di dieci anni contro il finlandese. La difesa si invece era opposta all'internamento, preferendo una misura terapeutica. Ma la corte ha seguito gli esperti psichiatrici che hanno valutato il rischio di recidiva come alto. Secondo loro, una misura terapeutica non permette di ridurre questo rischio.

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