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14.05.21 - 08:52
Aggiornamento: 19:50

Persi 40’000 posti nell’albergheria e ristorazione

Gli effetti della pandemia calcolati dalla Seco su scala nazionale. Nella seconda ondata ne sarebbero stati cancellati altri 10'000

Ats, a cura de laRegione
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Lungolago di Ascona: immagine emblematica (Ti-Press)

Il settore alberghiero e della ristorazione svizzero ha perso più di 40'000 posti di lavoro l'anno scorso, a causa della chiusura delle imprese per la pandemia di coronavirus. Particolarmente colpiti i ristoranti che dipendono dal turismo d'affari. Gli effetti del secondo lockdown non sono ancora inclusi nel numero di posti di lavoro persi calcolato dalla Segreteria di Stato dell'economia (Seco), sottolinea il presidente di GastroSuisse Casimir Platzer in un'intervista pubblicata oggi sui giornali in lingua svizzerotedesca di Tamedia. Secondo Platzer almeno 10'000 posti di lavoro aggiuntivi sono stati persi da allora.

Platzer ricorda che un sondaggio condotto da GastroSuisse all'inizio di marzo aveva mostrato che due terzi dei circa 3'500 membri interrogati aveva problemi finanziari e che il 20% aveva dichiarato di essere chiuso a tempo indeterminato. In base a una seconda indagine effettuata in aprile, il numero di strutture colpite è diminuito. Questo può essere legato ai fondi per i casi di rigore che sono stati nel frattempo versati, ha detto il presidente di GastroSuisse: «Ci aspettavamo un calo del 10-15% della massa salariale. La nostra stima probabilmente non era così male».

Meglio montagna, laghi e campagna

Le imprese del settore alberghiero e della ristorazione che dipendono dal turismo d'affari o dagli eventi e manifestazioni hanno sofferto maggiormente la crisi. Lo stesso vale per le destinazioni orientate ai mercati a lunga distanza. Alcune destinazioni di montagna, così come le zone lacustri e rurali, sono andate meglio, nota il presidente di GastroSuisse.

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